SCONTRI DURANTE L’ULTIMA GIORNATA DI QUALIFICAZIONE: INCIDENTI E VIOLENZA A
ZAGABRIA, BRATISLAVA, KIEV E ZENICA. TUTTE CITTÀ DELL’EX JUGOSLAVIA O DELL’EX
UNIONE SOVIETICA
Europa bollente
Torna la violenza,
ma fuori dagli stadi
Non sono più solo guerriglie tra hooligan ma risse da strada che arruolano
anche bande lontane dal tifo
13/10/2006
Un intero Mondiale senza incidenti, solo ubriachi molesti
per le strade a tarda notte e in un banale turno di qualificazione, molto
lontano dagli Europei, escono fuori cordoni di polizia che sembrano eserciti e
un continente ribolle. Una parte almeno.
Europa centrale e oltre verso est: ex Jugoslavia, ex Unione Sovietica, ex
stabilità coatta che agitata dall’indipendenza ora cerca una forma meno
posticcia. Scosse di assestamento che dalle manifestazioni di piazza passano
alla rissa da curva, una rivolta inedita, molto diversa dalle guerre hooligane.
Mercoledì quattro città sono state blindate: Zagabria, Bratislava, Kiev e Zenica.
Malessere e sprangate, gruppi violenti usciti dal sonno grazie a un’agitazione
diffusa e prevista. La sicurezza, raddoppiata, aspettava tifosi inquieti. E
forse non solo loro.
Croazia-Inghilterra
La svastica disegnata dalla curva croata a Livorno, durante l’amichevole con
l’Italia, girava sui volantini degli inglesi in trasferta, 500 in un viaggio
definito a rischio e scortato da agenti britannici antisommossa, come succede
quasi sempre. Quello che è più strano è che la polizia croata mobiliti 800
uomini per una partita, più di 200 oltre la media e 218 sono stati anche gli
arresti: 187 croati e 31 inglesi. Le persone che hanno reagito. La maggior parte
non lo ha fatto e a parte i 21 fermati la notte prima della gara, per il solito
eccesso di birra, gli ospiti non hanno creato troppa confusione nonostante i due
gol rimediati a sorpresa. Sono rimasti dentro una guerriglia urbana e solo la
minoranza l’ha alimentata, il resto del gruppo si è fatto medicare le ferite ed
è andato a lamentarsi dalla Federazione che ha preparato un esposto per l’Uefa.
Accusano la polizia croata di aver bloccato strade creando imbuti forse
pericolosi. I cancelli girevoli si bloccavano per 10 minuti a ogni avviso di
turbolenza e agli ingressi c’è stato più panico del previsto. Dall’antistadio la
gestione dei disordini spetta all’Uefa che ancora non si è espressa: il delegato
ha 48 ore per mettere a verbale il resoconto e le vuole usare tutte.
Ucraina-Scozia
I racconti degli scozzesi tornati da Kiev parlano di «aggressione di
gang locali». Trecento uomini in kilt in mezzo ad un agguato «scattato senza che
alcuna provocazione potesse motivarlo» e stavolta è la polizia a parlare. La
federazione scozzese ha raccolto testimonianze di ossa e cornamuse rotte e
improvvisato pullman per spostare i tifosi da Kiev subito dopo la partita.
Aboliti i pernottamenti, oltre alla sconfitta gli scozzesi hanno dovuto sorbirsi
anche il trasferimento notturno. A Kiev non hanno fatto una piega e hanno
continuato a tirarsi bottiglie rotte da una parte della strada all’altra, anche
se non c’erano più gonnellini in mezzo. E lo stadio era lontano.
Slovacchia-Germania
Nel settembre 2005 la Germania è andata a giocare in Slovacchia con 500
tifosi al seguito, è finita con 6 feriti, uno grave e le federazioni erano molto
preoccupate del replay. Ballack ha fatto un annuncio distensivo alla vigilia e
Bratislava ha chiesto l’aiuto dell’esercito. Allo stadio non è successo nulla,
per strada invece si è vista una strana caccia fermata a manganellate. Nessuno
degli slovacchi arrestati aveva il biglietto della partita e molti oggi saranno
indifferenti alle dimissioni del tecnico Usan Galis e più sensibili agli
scossoni dentro l’improbabile coalizione di governo tenuta in piedi grazie a un
alleanza con l’estrema destra. Hanno votato in giugno e i rimescolamenti
continuano, assecondano onde populiste e scontentano gli osservatori esterni che
hanno la Slovacchia sulla lista dei nuovi possibili membri dell’Unione Europea.
Bosnia-Grecia
Gli ultras, ammesso che fossero loro, sono entrati allo stadio con il
passamontagna. Hanno buttato fumogeni e spaccato reti di recinzione. Vendere il
10 per cento dei biglietti in meno per aumentare la sicurezza non è servito.
Anche se non ci sono state aggressioni, solo violenza: seggiolini e bandiere
spaccati. Molti erano indifferenti al risultato della partita con la Grecia
(0-4), ma aspettano quello definitivo delle elezioni del primo ottobre.
ARTICOLO TRATTO DA " LA STAMPA " DEL 13/10/2006
HOME -
TIFOSERIE
-
STADI D'EUROPA -
L'ANGOLO
ULTRAS -
SITI AMICI -LIBRERIA -
SCAMBIO E
CERCO -
CONCORSO