UN MORTO E 4 FERITI DOPO DERBY SAN PAOLO
Ennesimo tragico epilogo per il derby di San
Paolo fra la squadra che porta il nome della città ed il
Palmeiras del nuovo allenatore Antonio Carlos Zago, impostosi
per 2-0. Incidenti si sono verificati, infatti, in una stazione
di rifornimento nel municipio di Jundaì ad una sessantina di
chilometri dalla metropoli paulista. Secondo la dinamica
ricostruita dalle forze dell'ordine, due autobus che
trasportavano sostenitori del San Paolo si sono fermati per fare
benzina. Ma nello stesso posto si trovavano in quel momento
anche due bus carichi e due 'Van' carichi di sostenitori del
Palmeiras, appartenenti ai gruppi Ultras della 'Macchia Verde'.
Supporter dell'una e dell'altra squadra sono scesi dai mezzi e
hanno cominciato ad affrontarsi armati di bastoni, pietre e
spranghe di ferro. Ad un certo punto sono comparse anche armi da
fuoco, ed una persona è stata uccisa, ed altre quattro ferite
(una è in gravi condizioni) dai colpi sparati. Ora si indaga
sull'accaduto.
I cani lupo di Firenze E le trasferte off
limits
A volte bastano quattro cani lupi davanti ai
tornelli: così è successo domenica a Firenze, prima di
Fiorentina-Livorno. I cani lupo sono addestrati a scoprire
droghe ed espolsivi: è stata sufficiente la loro presenza
per dissuadere qualche ultrà a presentarsi allo stadio
Franchi con fumogeni, petardi, bombe carta o petardi, tutta
roba vietata non da oggi ma da anni ormai, o con in tasca
qualche grammo di hashish. Questa è stata la risposta chiara
del questore fiorentino, Francesco Tagliente, alle
'pressioni' del capo della polizia, Antonio Manganelli. Dopo
gli incidenti delle ultime giornate, e soprattutto di
Juventus-Genoa, Manganelli aveva convocato una riunione
d'urgenza del Casms, comitato analisi del Viminale. Non sono
state decise grandi misure, ma è stato dato un segnale
chiaro a tutte le questure, richiamate ad una maggiore
attenzione. A Torino, e altre parti, era necessario
d'altronde perché negli ultimi tempi c'era stato un calo di
tensione e negli stadi era successo (quasi) di tutto. A
Firenze, no. Perché Firenze ha fatto da laboratorio, tanto
da essere elogiata dagli stessi sindacati di polizia.
Dialogo coi tifosi, cosa che altrove raramente succede, ma
anche pugno duro, durissimo, con chi sgarra. Risultato: 13
denunce (e qualcuno ha avuto anche cinque anni di Daspo) in
occasione di Fiorentina-Roma. A Firenze stanno tornando le
famiglie negli stadi, si vedono i bambini. Molto sovente la
polizia sta fuori, anche se i poteri degli steward sono
ancora limitati, e si chiede un intervento legislativo. Il
problema è che non esiste un sistema omogeneo di gestione, e
gli interventi sporadici servono a poco. Il ministro Maroni
aveva promesso un tavolo di lavoro con i club e i massimi
dirigenti sportivi: ma per ora non si è mosso nulla. Aveva
promesso la messa a punto del progetto tessera del tifoso ma
la commissione Viminale-Lega Calcio non si è mai riunita.
Perché? Non bastano quattro cani a Firenze quando in altri
stadi entra di tutto e succede di tutto. Va ridiscusso tutto
il sistema-sicurezza, così non può funìzionare: basta forse
chiudere le trasferte? Sinora ben 12 tifoserie, su venti,
hanno avuto dei blocchi: le più penalizzate sono quelle di
Atalanta, Napoli, Roma, Genoa, Catania. Si sono persi
migliaia di spettatori. I dirigenti di Atalanta e Bologna si
sono lamentati: ma cosa fanno i club? Si interessano forse
dei loro tifosi? In Lega Pro hanno adottato la tessera del
tifoso, in serie A e B moltissime società fanno ancora
resistenza. Non c'è dialogo col Viminale, anche se Maroni è
un tifosissimo di calcio (del Milan, per essere più
precisi). Ma così si va avanti con provvedimenti-tampone, e
i tifosi perbene, costretti ad incredibili slalom per
acquistare i biglietti, hanno ragione a lamentarsi.
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