Una mia inserzione nella rubrica
Scambio & Cerco chi può essermi d'aiuto può
contattarmi nell
E-MAIL
ON LINE IL SECONDO NUMERO DI
"TUTTIALLOSTADIO MAGAZINE"
Questo pupazzo mi sembra di conoscerlo.....
che ci fa MR.Elmer tra i tifosi reggini?
31-12-10
Tantissimi auguri di fine anno e Buon 2011 a tutti, sperando che il nuovo anno
ci riporti la LIBERTA' di andare in trasferta...
La nuova strategia degli ultrà per cancellare la tessera del tifoso
"Tesserato infame dichiarato". "Abbonato servo dello Stato". Con questi slogan sinistri - una specie di mantra vergato a spray sui muri degli stadi, sugli striscioni esposti in curva, e diffuso sui blog attraverso il passaparola incessante delle tifoserie - gli ultrà italiani hanno dichiarato guerra allo Stato.
La loro è una guerra silenziosa. Combattuta, fino a ora, nella penombra. Il tempo della contestazione sembra però scaduto. Nelle curve si parla da settimane di una fase due, di azioni dimostrative e violente. continua..>>
Segnalazione di due EBOOK
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pubblicare qualcosa può rivolgersi a lui
EBOOK
SUA MAESTA' CARLO
INGHILTERRA 2009-2010
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Maestà Carlo Ancellotti, la stagione 2009-2010 è stata sicuramente
"fantastica". Il tecnico emiliano, al suo debutto nella Premier
League Inglese, ha subito conquistato uno storico double (Campionato
ed Fa Cup)....Continua>>>
EBOOK
LA SFIDA DEI CAMPIONI:
IL MONDIALE PER CLUB 2000/2010
Il
Mondiale per Club, erede della vecchia Coppa Intercontinentale, è
stato vinto dall’Inter, tornata sul tetto del mondo dopo 45 anni. Ed
è stata un’edizione storica, perché, per la prima volta non c’è
stata la solita la finale fra Europa e Sudamerica.....Continua>>>
Disposte dal CASMS, Comitato Analisi per la
Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, ''misure organizzative di
rigore'' per 8 partite di Serie A, da cui sono esenti i possessori della
tessera del tifoso. In particolare niente tifosi partenopei in occasione
della gara Inter-Napoli del 6 gennaio prossimo, avendo il comitato
vietato la vendita dei biglietti ai residenti nella regione Campania.
Limitazioni anche per Lecce-Bari del 6 gennaio con divieto di vendita
dei tagliandi ai residenti nella provincia di Bari; Roma-Catania del 6
gennaio con divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella regione
Sicilia; Napoli-Juventus del 9 genanio con divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella regione Piemonte; Fiorentina-Brescia del 9
gennaio con divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella regione
Lombardia; Lazio-Lecce del 9 gennaio con divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella regione Puglia; Napoli-Fiorentina del 16
gennaio con divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione
Toscana; Cagliari-Palermo del 16 gennaio con divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella regione Sicilia.
Welt: con l'ascesa
degli sponsor torna la nostalgia del passato.
di Pierluigi
Mennitti
Prima era tutta
un’altra cosa. La nostalgia per il tempo che fu,
per quando eravamo giovani o bambini, è una
costante del sentimento umano cui è difficile
sfuggire. Vale anche nel calcio e soprattutto
per i tifosi. Di fronte a uno sport sempre più
legato alla forza degli sponsor e all’invasione
della televisione, il rimpianto per quando le
magliette della propria squadra mostravano solo
i colori sociali è un rifugio irresistibile. In Germania, dove l’avvento di
Sky è roba recente, l’intervento delle imprese
che assicurano alle squadre le condizioni
finanziarie per gareggiare nelle diverse
competizioni ha da tempo coinvolto anche altre
strutture. Gli stadi, per esempio, e non
sempre con effetti negativi. Come scrive la Welt, «i tifosi si lamentano
del calcio moderno, ma poi sopportano e nel fine
settimana riempiono lo stesso gli stadi,
diventati negli ultimi tempi sempre più
confortevoli e comodi». Il prezzo da pagare, però, dal
loro punto di vista è molto alto. Perché se un
tempo le arene erano scomode, prive di
sediolini, senza le coperture che riparano da
pioggia, neve e freddo, avevano almeno nomi
romantici che rafforzavano le identità locali:
ex borgomastri, fiumi o laghi della zona, eventi
sportivi.
Da Monaco a Francoforte,
l'ascesa delle aziende
Adesso, invece, è il
trionfo delle aziende.
Il caso più noto è
quello dello splendido
stadio di Monaco, una
sorta di astronave
spaziale visibile a
chilometri di distanza
che si illumina di rosso
o di blu, a seconda che
ospiti le partite del
Bayern o del München
1861: si chiama Allianz
Arena, dal nome sociale
della grande compagnia
di assicurazioni che ne
ha finanziato la
costruzione. Bello,
moderno, comodissimo,
con una visibilità
perfetta ma con uno
charme da agente di
polizze assicurative. A Bochum,
nel quadrilatero della
Ruhr dove il pallone è
una religione, i tifosi
hanno deciso di passare
il sabato pomeriggio (il
giorno generalmente
dedicato al calcio in
Germania, anche se il
famoso spezzatino
televisivo ha spalmato
anche qui su quattro
giorni l’interminabile
week-end dei campionati)
protestando nelle strade
e disertando l’impianto
sportivo, il
Rewirpower-Stadion, il
cui nome esalta le
avventure commerciali
dell’omonima azienda
elettrica. E a Francoforte,
i supporter dell’Eintracht
hanno già raccolto più
di 5 mila firme per
cambiare nome alla loro
dimora calcistica oggi
intitolata all’Easy-Credit.
L'ingresso degli sponsor
e i nomi imbarazzanti
C’è un po’ di
ingenerosità in queste
battaglie. La Germania,
grazie soprattutto al
fatto che l’impegno
degli sponsor non si
ferma al finanziamento
del team, ha stadi fra i
più moderni e
accoglienti d’Europa,
dotati di grandi confort
e di moderne misure di
sicurezza che limitano
lo spettacolo sgradevole
della massiccia presenza
di poliziotti
all’interno. Tuttavia,
concede la Welt,
questa tendenza a
intitolare gli stadi
alle ragioni sociali
delle aziende sta
facendo crescere il
malessere. Su internet
circola da qualche tempo
la lista degli stadi con
i nomi più imbarazzanti. Il primo posto
se lo è guadagnato la
Trolli-Arena di Fürth,
nido calcistico della
squadra locale che
milita in seconda
Bundesliga: un piccolo
stadio di 15 mila posti
rinnovato nel corso
degli ultimi 20 anni per
accompagnare la
rinascita della squadra,
un tempo di grandi
tradizioni con tre
titoli nazionali vinti
agli inizi del secolo
scorso, poi caduta in
declino negli anni
Ottanta. Da luglio
del 2010, l’arena è
stata intestata al
prodotto di punta della
Mederer
Süßwarenvertriebs GmbH,
la seconda azienda di
dolciumi tedesca dopo la
più famosa Haribo: una
caramella gommosa al
sapore di frutta.
Rudolf Harbig, la fine
della leggenda
Se Trolli fa sorridere,
la vicenda che in questi
giorni agita i sonni dei
tifosi della Dynamo
Dresda, vecchia gloria
della Ddr sprofondata
negli ultimi tempi in
lega regionale, è
grottesca. Il vecchio
Rudolf-Harbig-Stadion,
interamente rinnovato
solo un anno fa con una
spesa di 46 milioni di
euro e portato a
standard europei che
attendono solo una
squadra a livello delle
sue gloriose tradizioni,
cambierà nome. Rudolf Harbig
racconta un pezzo di
leggenda sportiva di
Dresda: fu uno dei
maggiori atleti tedeschi
degli anni Trenta,
detentore di record
mondiali nei 400 e negli
800 metri, vincitore di
una medaglia di bronzo
in staffetta ai giochi
olimpici di Berlino del
1936, che morì, come
molti suoi coetanei,
cadendo in guerra sul
fronte orientale, in
Ucraina. Il suo nome
sarà cancellato da una
società fornitrice di
energia bavarese, tirata
in ballo per conto del
Comune da un’azienda di
commercializzazione
sportiva, che si è
appaltata il titolo
dello stadio per cinque
anni. Il problema?
«Proprio il nome
previsto e cioè
Glücksgas-Stadion, lo
stadio del gas felice,
che richiama alla mente
le camere a gas
utilizzate per lo
sterminio degli ebrei»,
conclude la Welt.
La
Football Association, la federcalcio inglese,
aprirà un’inchiesta sui disordini che hanno
fatto da cornice al derby Birmingham City-Aston
Villa, valido per i quarti di finale di Carling
Cup.
Dopo il
match, vinto 2-1 dal Birmingham, i tifosi della
squadra di casa hanno lanciato razzi e
fumogeni dagli spalti dello stadio St Andrew’s
verso i supporters rivali. La FA ha condannato
gli episodi, in una nota, ha evidenziato gli
sforzi che vengono compiuti con successo dalle
autorità con l’obiettivo di garantire l’ordine
negli stadi.
Il
bilancio finale è di 5 arresti e di 14 feriti,
di cui 4 poliziotti. Al St. Andrews
erano giunti circa 3.800 tifosi dell’Aston
Villa, che hanno risposto alle provocazioni dei
tifosi del City lanciando, a loro volta, alcuni
seggiolini del loro settore. I fatti di
Birmingham rischiano di condizionare la
candidatura dell’Inghilterra ai Mondiali 2018.
La Fifa sceglie oggi la sede del torneo.
01-12-10
Caso Sandri,
Spaccarotella condannato a 9 anni e 4 mesi
da Corte Appello
La Corte di
Assise di Appello di Firenze ha condannato a
9 anni e 4 mesi di
reclusione il poliziotto Luigi
Spaccarotella per l'omicidio di
Gabriele Sandri, il giovane 26enne tifoso
della Lazio, morto l'11 novembre 2007
colpito da un proiettile nell'area di
servizio della A1 a Badia al Pino, vicino ad
Arezzo.
Il verdetto
emesso al termine del processo di secondo
grado presieduto dal giudice Emilio Gironi
ha riformato il precedente giudizio
del Tribunale di Arezzo, emesso il
14 luglio 2009, che aveva condannato
Spaccarotella a 6 anni di reclusione per
omicidio colposo. I giudicie d'appello hanno
accolto la richiesta del procuratore
generale Aldo Giubilaro di ritenere
Spaccarotella colpevole di omicidio
volontario e hanno innalzato la pena a 9
anni e 4 mesi. Il pg aveva pero' chiesto in
sede di dibattimento la pena di 14 anni.
Il Pg Aldo
Giubilaro aveva chiesto 14 anni
per omicidio volontario con dolo eventuale e
con le attenuanti generiche per il
poliziotto, condannato in primo grado a 6
anni con l'accusa di omicidio colposo. Il
Procuratore generale, nel corso
dell'arringa, ha sottolineato che "quella di
Spaccarotella è una condotta più
vicino al dolo diretto che alla colpa
cosciente" e ha ribadito che "non
ci fu deviazione del proiettile da parte
della rete metallica" che separa la stazione
di servizio dalla carreggiata
dell'autostrada.
E ha aggiunto:
"Sparando da 50-60 metri a una macchina in
movimento piena di gente - si è chiesto -
si può dire che Spaccarotella abbia
avuto la ragionevole convinzione di non
colpire nessuno?".
La famiglia si
aspetta che ''venga ristabilita la verita'
dei fatti: non omicidio colposo ma
volontario. Riconoscere il dolo eventuale
non e' facile, ma secondo noi e secondo la
Procura l'omicidio di mio fratello
e' un caso di omicidio volontario con dolo
eventuale" ha detto Cristiano
Sandri, fratello di Gabriele prima del
processo. "Speriamo che oggi finisca questa
vicenda, che per la famiglia e' stata lunga
e pesante, anche a livello emotivo e
psicologico". Poi il padre di Gabriele "da
tre anni vogliamo solo verita' e giustizia.
Mi auguro che oggi tutti i cittadini
italiani possano dire che credono nella
giustizia".
Un
interessante intervista tratta da RIVISTA ROMANISTA...consiglio tutti di
leggerla e magari di postare qualche commento....serio
DISORDINE PUBBLICO
La
segnalazione ci è stata
fatta pervenire in forma
strettamente
confidenziale.
La lettera, partendo da
alcuni complimenti per
le modalità con cui la
nostra attività
giornalistica veniva
svolta, toccava poi
alcuni punti
interessanti per le
tematiche da sempre
affrontate da
Rivista Romanista e si
concludeva più o meno
così:
>> continua....
CALCIO, SIENA - GROSSETO; DISORDINI:
FERMATI 8 TIFOSI OSPITI
Otto tifosi del Grosseto sono
stati fermati dalle volanti della Questura di Siena per
danneggiamenti nel centro senese a margine del posticipo di calcio
di Serie B tra Siena e Grosseto. Gli otto facevano parte di un
gruppo di una quindicina di persone che, arrivate a Siena senza
biglietto, si sono intrattenute per le vie del centro senese durante
la partita. Sono accusati di aver buttato a terra alcuni ciclomotori
e aver danneggiato una cabina elettrica nella zona tra via
Vallerozzi e Porta Ovile intorno all'orario di fine della partita.
Intervenute le volanti, si sono dati alla fuga a piedi ma otto di
loro sono stati raggiunti e portati in Questura per
l'identificazione, prima di essere denunciati per danneggiamenti e
segnalati per il Daspo, a cui alcuni di loro sarebbero già stati
sottoposto in passato.
I granata battono 2-1 il
Verona ma prima della gara scontri tra ultras: 4 fermi
Con un gol per tempo la
Salernitana batte il Verona e rilancia con le proprie
ambizioni. Dopo essere passata in vantaggio nel primo tempo
con un bellissimo gol di Fava su cross di Merino, i granata
hanno raddoppiato al 27’ della ripresa con Litteri dagli
undici metri.
Il rigore era stato
concesso per un netto fallo in area sullo stesso attaccante,
subentrato a Merino appena dieci minuti prima. Il Verona ha
chiuso la gara in 9 uomini ed ha dimezzato le distanze con
un gran tiro di Esposito dal limite dell'area.
Partita macchiata da
scontri tra tifosi veronesi e salernitani prima dell'inizio
della partita Salernitana - Verona. Secondo una
ricostruzione della polizia, alcuni tifosi veronesi, appena
arrivati davanti allo Statio Arechi hanno iniziato a
lanciare pietre contro i salernitani.
Non solo, distrutte
anche diverse automobili. Da parte della polizia sono state
messe in atto diverse cariche di alleggerimento e lanci di
lacrimogeni.
Diversi i contusi, sia tra i tifosi che tra gli agenti. Secondo quanto si
è appreso ci sarebbero anche due persone fermate tra i
tifosi veronesi e altrettante tra i salernitani. In
cinquemila hanno assistendo alla partita; di questi 150 sono
scaligeri arrivati allo stadio a bordo di bus e automobili
private.
CASMS: in "Palermo - Catania" tornano i tifosi
ospiti
I tifosi del Catania
potranno tornare a seguire la propria squadra nella
partita “Palermo - Catania” (Serie A) del prossimo
14/11/2010.
La decisione è stata presa
nel corso dell’odierna riunione del Comitato per la
Sicurezza delle Manifestazioni Sportive.
Per garantire la sicurezza
del settore ospiti, riservato ai tifosi catanesi, gli
organi tecnici ne hanno determinato la capienza a 1.100
posti;
il CASMS per la gara ha
inoltre determinato la vendita dei biglietti per i
settori diversi da quello ospiti ai soli residenti nella
provincia di Palermo.
Queste le ulteriori misure,
da cui sono esenti i possessori della “tessera del
tifoso”:
“Bologna - Lecce”
(Serie A) del 6/11/2010, vendita dei tagliandi ai
soli residenti nella Regione Emilia Romagna;
“Ternana - Juve
Stabia” (Lega Pro) del 7/11/2010, divieto di vendita
dei tagliandi, il giorno della gara, ai residenti
nella Regione Campania;
“Cesena – Lazio”
(Serie A) del 10/11/2010, divieto di vendita dei
taglianti ai residenti Regione Lazio;
“Chievo – Bari”
(Serie A) del 10/11/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella Regione Puglia;
“Parma – Sampdoria”
(Serie A) dell’11/10/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella Regione Liguria;
“Juventus – Roma”
(Serie A) del 13/11/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella Regione Lazio;
“Fiorentina –
Cesena” (serie A) del 13/11/2010, divieto di vendita
dei tagliandi ai residenti nella Regione Emilia
Romagna;
“Empoli – Atalanta”
(serie B) del 13/11/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella Regione Lombardia;
“Piacenza – Novara”
(Serie B) del 13/11/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella provincia di Novara;
“Modena – Vicenza”
(Serie B) del 13/11/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella Regione Veneto;
“Bologna – Brescia”
(Serie A) del 14/11/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella Regione Lombardia;
“Cagliari – Genoa”
(serie A) del 14/11/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella Regione Liguria;
“Udinese – Lecce”
(Serie A) del 14/11/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella Regione Puglia;
“Alessandria –
Salernitana” (Lega Pro) del 14/11/2010, divieto di
vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione
Campania;
“Cremonese –
Paganese” (Lega Pro) del 14/11/2010, divieto di
vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione
Campania;
“Benevento –
Cavese” (Lega Pro) del 14/11/2010, vendita dei
tagliandi ai residenti nella provincia di Benevento;
“Juve Stabia –
Nocerina” (Lega Pro) del 14/11/2010, vendita dei
tagliandi ai residenti nella provincia di Napoli;
“Reggiana – Spal”
(Lega Pro) del 14/11/2010, vendita dei tagliandi ai
residenti nella provincia di Reggio Emilia;
“Siracusa – Pisa”
(Lega Pro) del 14/11/2010, divieto di vendita dei
tagliandi ai residenti nella Regione Toscana;
“Lanciano –
Taranto” (Lega Pro) del 14/11/2010, divieto di
vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione
Puglia;
“Brindisi –
Catanzaro” (Lega Pro) del 14/11/2010, divieto di
vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione
Calabria;
“Siena – Grosseto”
(serie B) del 15/11/2010, vendita dei tagliandi ai
residenti nella provincia di Siena;
“Pescara – Ascoli”
(serie B) del 15/11/2010, vendita dei tagliandi ai
residenti nella Regione Abruzzo.
Per le gare “Centobuchi –
Ancona” (Dilettanti) del 6/11/2010, “Montepaschi Siena –
Pepsi Caserta” (Basket A1) del 7/11/2010 e “Civitanovese
– Jesina” (Dilettanti) del 14/11/2010,
nelle cui gare non è
previsto il progetto “tessera del tifoso”, il CASMS ha
determinato la chiusura del settore ospiti.
Tragedia in Kenya: sette morti e decine di feriti nella
ressa per entrare allo stadio per vedere Afc
Leopards-Gor Mahia
La
strage è stata causata dai tifosi, che hanno tentato di
forzare i cancelli del Nyayo national stadium di
Nairobi.
Una nuova
tragedia scuote il
calcio africano. Secondo quanto
riferiscono fonti mediche, con
sette morti e almeno trenta feriti, di
cui quattordici molto gravi, lo scontro al vertice del campionato
keniano fra Afc Leopards e
Gor Mahia si è trasformato in un
autentica strage.
Tutto sarebbe avvenuto all’esterno del Nyayo
national stadium di Nairobi, e
sarebbe stato causato dalla ressa scatenata dai tifosi nel tentativo di
forzare i cancelli d’ingresso per vedere la partita senza pagare il
biglietto. L’incontro è stato sospeso.
Ivan, il "terribile" serbo,
cerca di GIUSTIFICARE il suo comportamento: "Non ce l'ho
con l'Italia, solo con la nazionale serba"
Dichiarazioni riportate da
Sky Sport 24.
E' stato, suo malgrado, il protagonista della guerriglia
scoppiata ieri sera a Marassi. Stiamo
parlando di Ivan Bogdanov, 29 anni,
disoccupato e con quattro denunce penali a carico. Il rivoltoso serbo,
trasferito in serata dal carcere di Marassi
(a causa della presenza di troppi detenuti albanesi) ad un'altra
struttura genovese (quella di Pontedecimo),
secondo quanto riportato a Sky Sport 24, ha rilasciato durante il
tragitto delle dichiarazioni, attraverso le quali cerca di
"giustificare" il suo comportamento di ieri. "Ho
un passato da militare in Serbia, ma non ho assolutamente nulla contro
il vostro paese e contro l'Italia. Ce l'ho solamente con la squadra
nazionale del mio paese".
La tessera del
tifoso serbo
C'erano una
volta la tessera fascista, la tessera del pane, la tessera di partito,
la tessera a punti di Tremorti per i morti di fame, la tessera del
tifoso. Da martedì sera, Maroni, ha inaugurato la nuovissima
"tessera del tifoso serbo". Una tessera patinata, con da un lato le
tre dita cetniche e dall'altro i bombardieri italiani
in volo su Belgrado ai tempi di D'Alema. La tessera dà diritto a un
ricco pre partita con lanci di fumogeni, pestaggio dei passanti e
scontri selvaggi con la Polizia, a un ingresso libero allo stadio senza
controllo dei biglietti, a cesoie, pugnali, tirapugni, coltelli e
lanciarazzi da usare per incoraggiare la propria nazionale durante il
gioco.
Boss(ol)i si è detto entusiasta dell'iniziativa: "I serbi sono un
grande popolo, andai a portargli le medicine quando c'e' stata la guerra".
Che medicine gli avrà mai portato? Cialis, Viagra? Per
Boss(ol)i quelli allo stadio non erano propriamente serbi "Che
c'entra quelli sono tifosi". Se uno fosse stato serbo e basta non
l'avrebbe passata liscia, ma se era serbo e anche tifoso allora poteva
permettersi qualche coltellata e un paio di petardi esplosivi sul
portiere. E' il tifoso che è in lui che agisce, non il serbo.
Ivan Bogdanov, l'energumeno incappucciato di duecento chili che
ballava sulla recinzione, è solo un nome di fantasia. I più attenti
avranno riconosciuto Roberto Calderoli mentre bruciava
la bandiera del Kosovo islamico.
A Belgrado sono in corso incontri bilaterali con Trota Bossi e i
nazionalisti serbi per introdurre in Serbia la "tessera del tifoso
padano". E' una questione di reciprocità. La speciale tessera darà
diritto ai padani negli stadi serbi a fischiare l'inno, fare a pezzi la
bandiera italiana (o a pulircisi il culo), cantare "Ho un sogno nel
cuore: bruciare il tricolore", dipingere il simbolo del Sole delle
Alpi con spray verde lega le scuole circostanti e a un'invasione
di campo di Borghezio. Il gemellaggio in futuro potrà portare
al ritorno della Grande Serbia e della Grande Padania unite in un fronte
comune. I serbi di nuovo a Sarajevo e a Zagabria e le ronde padane in
Istria e Dalmazia, sulle spiaggie a caccia di vucumprà.
Maroni sta valutando l'introduzione di una tessera secessionista
del tifoso, da quello irlandese dell'IRA al tifoso basco dell'ETA.
Maroni, primo tifoso padano tesserato, avrà diritto in trasferta a
qualche morso alla caviglia della polizia ospite.
dal blog di Beppe Grillo
Ultra' Serbi: Indagini Digos su rapporti
con tifosi Verona
La Digos di Verona sta indagando sui
rapporti tra gli ultranazionalisti serbi responsabili dei disordini
di Genova e gli estremisti di destra veronesi.
Le due realta' potrebbero avere collegamenti proprio a livello di
frange estreme del tifo calcistico. La polizia, in collaborazione
con i carabinieri, sta indagando tra l'altro su alcuni pullman di
tifosi serbi partiti da Verona e Vicenza per assistere a Genova alla
partita Italia-Serbia, oltre che su una bandiera della Serbia con la
scritta 'Verona' apparsa tra gli ultra' serbi sugli spalti del
Ferraris.
Inserite grazie a Pascal altre foto dell'
Ol.
Marsille
Follia ultrà, tensione Roma-Belgrado. L'Uefa:
responsabilità anche dell'Italia
Sospesa la partita degli azzurri,è il
caos anche fuori dallo stadio
Maroni: abbiamo evitato la strage
GENOVA
Genova, il giorno dopo le violenze, è ancora sotto choc. Sono 9 gli
arrestati tra gli ultrà serbi e molte le polemiche.
Il Pd chiede al ministro dell’Interno Maroni come siano potuti
entrare nello stadio gruppi violenti e armati di spranghe, bastoni e
petardi di vario genere. Il presidente dell’Idv alla Camera Donadi
si spinge a chiedere le dimissioni del ministro. «Abbiamo evitato
una strage come quella di Heysel», si difende Maroni.
Nessun politico punta invece il dito contro le forze dell’ordine, di
cui viene sottolineato l’encomiabile sforzo.
Dopo aver incontrato Maroni, il capo della Polizia Manganelli dice
che «solo il comportamento responsabile delle Forze dell’ordine ha
evitato incidenti ancora più gravi».
Critiche esplicite giungono anche dalle autorità di Belgrado: i
preparativi per l’incontro Italia-Serbia non sono stati fatti bene,
ha detto il ministro degli interni e vicepremier serbo Ivica Dacic:
«un piccolo gruppo di tifosi è riuscito a influenzare la sospensione
della partita».
Il ministro, già portavoce del partito socialista di Slobodan
Milosevic, ha anche sottolineato che la polizia italiana non ha
chiesto notizie a quella serba. Anche il viceministro dello Sport
della Serbia, Dragan Tanasov, si chiede «come sia stato possibile
che gli hooligans abbiano potuto portare dentro quell’armamentario
pirotecnico».
Il viceministro, che si è scusato con l’Italia per i disordini
provocati ieri dagli ultrà della Serbia prima, durante e dopo la
partita con l’Italia e dei danni arrecati all’Italia, ha
sottolineato che «il danno maggiore lo ha ricevuto la Serbia».
Gli scontri di ieri, secondo l’esponente governativo, fanno sorgere
«numerosi interrogativi. I controlli, di solito, sono a tappeto e
non si capisce come abbiano fatto ad entrare nello stadio con tutte
quelle armi. Non si capisce, ancora di più, come prima della partita
un gruppo di hooligans abbia potuto bloccare il pullman della
nazionale serba e ferire il portiere».
Mentre l’ambasciatrice serba a Roma Sanda Raskovic, nell’esprimere
il disagio di un «intero popolo» per le azioni messe in atto dagli
ultrà serbi, accusa la polizia italiana e della Serbia di non aver
«agito con cautela» e di non aver saputo «prevenire».
Ma Maroni spiega che da Belgrado sono giunte al Viminale solo
informative burocratiche e di routine, prive di alcun allarme.
L’Osservatorio delle manifestazioni sportive ammette ’smagliaturè
nel sistema informativo e carenze nei controlli all’ingresso dello
stadio di Marassi, ma smentisce che ci sia stata una
sottovalutazione dell’evento. Il conto dei danni intanto ammonta a
80 mila euro e il comune di Genova si costituirà parte lesa. Infine,
il leader della Lega, Umberto Bossi, invita a non confondere i
tifosi rei dei disordini con «il grande popolo serbo».
09-10-10
Due
nuovi annunci di Luca e Ululuruman nella sezione
Scambio & Cerco
Federico
Aldrovandi:
dallo Stato 2
milioni
E' il
risarcimento
riconosciuto
alla famiglia
del ragazzo
ucciso a Ferrara
durante un
controllo di
polizia il 25
settembre 2005
FERRARA - Lo
Stato riconosce un risarcimento alla
famiglia di Federico Aldrovandi. Ai
familiari del ragazzo ucciso a Ferrara
durante un controllo di polizia il 25
settembre 2005 andranno quasi due milioni di
euro. In cambio lo Stato chiede alla
famiglia di non costituirsi parte civile nei
procedimenti ancora aperti. "Sono
soddisfatto dal punto di vista
professionale, si tratta di un'ammissione di
responsabilità di indubbia valenza - ha
spiegato l'avv. Fabio Anselmo, uno dei
legali della famiglia - ma anche dispiaciuto
dal punto di vista umano, avrei voluto
essere in appello. Ma capisco la fatica
della famiglia per tutta questa battaglia".
Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti, il padre
e la mamma, ha assicurato, saranno comunque
all'appello.
ALEMANNO,SPERO RISARCIMENTO ANCHE CUCCHI E
SANDRI - "Mi auguro che ci sai qualche
forma di risarcimento anche per questo
terribile delitto". Così il sindaco di Roma,
Gianni Alemanno, a margine
dell'inaugurazione del nuovo Palaghiaccio
della capitale, ha risposto a chi gli
chiedeva se, dopo il riconoscimento di un
risarcimento alla famiglia di Federico
Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto nel
2005 nel corso di un intervento della
polizia a Ferrara, ritenesse giusto una
soluzione analoga anche per il caso di
Stefano Cucchi e Gabriele Sandri. "C'é anche
il caso di Gabriele Sandri - ha aggiunto il
sindaco - un'altra persona per cui bisogna
che lo Stato paghi un risarcimento
significativo. Mi auguro che ci sia una
decisione veloce e lo Stato faccia fino in
fondo il proprio mestiere".
Tessera del tifoso, grande spot commerciale
E ora indaga anche il Garante della Privacy
Al vaglio
dell'authority il trattamento dei dati personali, l’utilizzo della
tecnologia inserita nel microchip,
nonché la liceità dell’obbligo di acquisto di una carta prepagata
per ottenere la tessera del tifoso
Finalmente qualcosa si muove. Su
segnalazione di alcuni cittadini e un’associazione di consumatori, il
Garante per la Privacy ha aperto un’istruttoria sulla tessera del
tifoso. Entro un mese è atteso l’esito. Tre i punti particolarmente
controversi: il trattamento dei dati personali, l’utilizzo della
tecnologia inserita nel microchip, nonché la liceità dell’obbligo di
acquisto di una carta prepagata per ottenere la tessera del tifoso.
A insospettire i tifosi era stata la modulistica di richiesta. Su cui
non era chiaro a chi andassero in mano i dati personali. Ma non solo.
Perché, nonostante il clamore suscitato dalla sua introduzione, in pochi
ancora oggi hanno capito cosa sia la tessera del tifoso. La quale è a
tutti gli effetti una carta prepagata. Che può essere utilizzata per
comprare biglietti e l’abbonamento allo stadio, ma anche per acquistare
qualunque altra cosa, proprio come ogni altra carta. E c’è di più: essa
contiene anche un microchip di tecnologia RFID, attraverso il quale
particolari macchinari sono in grado di rilevarne i dati a distanza,
seppur breve. E inoltre, al contrario delle normali prepagate, contiene
la foto del possessore. Tutto ciò già contrastava un primo parere
espresso dal Garante per la Privacy nel giugno 2010, in cui si
precisavano alcuni aspetti del trattamento dei dati personali nelle
linee guida del ministero.
Ufficialmente, però, la tessera del tifoso venne introdotta per curare
la piaga della violenza negli stadi. Eravamo, si badi bene alle date, a
metà 2009. Già allora, come riporta l’Osservatorio Nazionale sulle
Manifestazioni Sportive, i reati da stadio erano in considerevole
diminuzione: contando solo il numero di feriti, si è passati dai 1.219
della stagione 2003-2004 ai 361 di quella 2007-2008, con un’ulteriore
diminuzione del 66% nel girone d’andata dello scorso anno. Ebbene, la
tessera veniva spacciata come ulteriore elemento di sicurezza e
prevenzione. Da una parte la squadra forniva una tessera di fedeltà al
tifoso, dall’altra la Questura controllava che sul titolare non
pendessero provvedimenti ostativi (un provvedimento di Daspo o una
condanna passata in primo grado per reati da stadio, sentenza che di
fatto sancisce una diffida a vita a frequentare qualunque stadio). Tale
misura però, sebbene meno aspra, era già in vigore dal 2005, allorché le
squadre furono costrette a trasmettere i dati dei propri abbonati alla
Questura.
E allora che bisogno c’era della tessera del tifoso? A far diminuire la
violenza? Be’, se si prendono in esame le prime giornate di questo
campionato sembra proprio di no. E c’è un perché. La circolare
ministeriale 555/2009 che introdusse la tessera del tifoso, infatti, si
guardò bene dal renderla obbligatoria. Non solo non lo fece per le
singole società, le quali avrebbero potuto benissimo non aderire
all’intero progetto. Ma nemmeno per il singolo tifoso, il quale può a
tutt’oggi andare al botteghino o in banca e ottenere così il suo diritto
d’accesso allo stadio. Con due uniche preclusioni: l’abbonamento per
l’intera stagione e i biglietti per le trasferte nel cosiddetto “settore
ospiti”, ossia quella gabbia dove i tifosi in trasferta vengono
assiepati come fossero mandrie.
Cosa è successo? Semplice, che chi non ha sottoscritto la tessera del
tifoso (vuoi perché, è il caso di molti ultrà, la vede come una
schedatura, vuoi perché, condannato per reati da stadio, non poteva
farlo) è andato ugualmente in trasferta, ha comprato un biglietto per
una tribuna che non fosse quella “ospiti”, e si è seduto in un settore
normalmente frequentato dai tifosi di casa. Risultato: incidenti. A
Brescia, due settimane fa, il più grave, con un tifoso della provincia
di Ragusa finito in ospedale (in quella partita c’erano solo 26 tifosi
del Palermo nella gabbia, tutti gli altri erano nelle varie tribune).
Invece il 19 settembre, a Marassi, durante Sampdoria-Napoli,
l’accensione di una torcia da parte dei tifosi partenopei ed il
conseguente parapiglia in tribuna (la curva ospiti era semideserta) ha
costretto steward e forze dell’ordine a fare cordone nel settore
distinti. Mentre a Brindisi, già alla prima di campionato di Lega Pro,
sette tifosi dell’Avellino che non si trovavano nel settore ospiti si
sono azzuffati con quelli di casa. Per loro potrebbe scattare il Daspo.
Nel caso, anche se volessero, niente prepagata.
D’altronde non ci voleva molto a capire che lo scopo della tessera del
tifoso fosse eminentemente commerciale. Non a caso, dopo il lancio
pubblicitario disastroso, con i gruppi ultrà che non ne volevano sapere
di sottoscriverla e quelli dell’Atalanta, era il 26 agosto, che
assaltavano la festa di Alzano Lombardo dove parlava il ministro
dell’Interno Bobo Maroni, molte squadre sul loro sito l’hanno camuffata
con nomi accattivanti, puntando tutto sulla fidelizzazione. Come è
accaduto spesso in passato, il meccanismo ha fatto leva sull’amore per
il calcio degli italiani, il quale, a fronte di una diminuzione delle
presenze allo stadio (quest’anno in serie A mancano all’appello già
70.000 paganti), è in grande crescita, almeno stando a una recente
indagine di Demos & Pi (fonte Repubblica). Detto fatto, finora sono
655mila le tessere del tifoso sottoscritte. Come dire, un ulteriore
balzello per tanti appassionati (si consideri che la prepagata finisce
in mano pure ai minori di 14 anni), ma anche fa un gran favore alle
banche, guarda caso il soggetto che spesso emette le fideiussioni grazie
alle quali le squadre ottengono l’iscrizione ai campionati.
fonte: il fatti quotidiano
26-09-10
Serie C inglese, un campionato con
grandi numeri
continua>>
IN CORTEO PER LA NOSTRA LIBERTA'
domenica ore 12.30 tutti a Borgo Incrociati
DOMENICA SCENDIAMO ANCORA UNA VOLTA IN STRADA, PER CONTESTARE LA TESSERA
DEL TIFOSO, PER RIVENDICARE IL NOSTRO DIRITTO DI ESSERE UOMINI LIBERI.
NON POSSIAMO, NON VOGLIAMO ARRENDERCI ALL'IDEA CHE, PASSO DOPO PASSO,
GOVERNO, ISTITUZIONI, E SOCIETA' STIANO ALLUNGANDO LE LORO SPORCHE MANI
SUL NOSTRO CALCIO. NOSTRO, PERCHE' IL CALCIO APPARTIENE ALLA GENTE.
NOSTRO, PERCHE' SIAMO NOI CON LA NOSTRA PASSIONE CHE LO ABBIAMO RESO
QUELLO STUPENDO SPETTACOLO CHE E' STATO PER TANTI ANNI. NOSTRO, PERCHE
PER NOI IL CALCIO E' EMOZIONE, PER LORO GUADAGNO. IN COSÌ POCO TEMPO
ABBIAMO VISTO TIFOSI DI UNA SQUADRA ESCLUSI DALLO STADIO PERCHÉ
PROVENIENTI DA REGIONI DIVERSE, SETTORI OSPITI VUOTI E ASSENZA DI COLORE
NELLE CURVE. NON POSSIAMO ESIMERCI DAL CHIAMARE TUTTI A DIFENDERE QUEI
COLORI, QUEI VALORI E QUELLE PASSIONI CHE OGGI NEL CALCIO,
CONTRARIAMENTE A QUANTO DICHIARATO DAL MINISTRO DEGLI INTERNI, STANNO
SPARENDO. SCENDIAMO IN STRADA PERCHE' NON SIAMO IN GRADO DI CHIUDERE GLI
OCCHI, DI SUBIRE PASSIVAMENTE CIO' CHE STANNO FACENDO. SONO VENUTI IN
CASA NOSTRA, HANNO DECRETATO, DECISO, IMPOSTO SENZA RISPETTO,
CALPESTANDO LA DIGNITA' DELLA GENTE, E CIO' SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER
UN LORO TORNA CONTO PERSONALE. TANTI SI SONO PIEGATI, MA NON TUTTI.
QUESTO MESSAGGIO E' RIVOLTO A VOI CHE, NEL RISPETTO DELLA VOSTRA
DIGNITA' DI UOMINI LIBERI, AVETE DECISO DI DIRE NO ALLA LORO PEPOTENZA,
ALLA LORO ARROGANZA, ALLA LORO TESSERA DEL TIFOSO. DOMENICA, ORE 12.30 A
BORGO INCROCIATI, VI VOGLIAMO TUTTI PRESENTI. CORTEO FINO ALLA STADIO!
IL NOSTRO URLO DI LIBERTA' NON PUO' ESSERE INCATENATO, NE ORA, NE MAI!
DAI RAGAZZI STIAMO TUTTI UNITI, SE STIAMO UNITI LORO SON FINITI!
18-09-10
Gli avversari della Juve in Europa
league maestri in effetti pirotecnici
14-09-10
Due
nuovi annunci di Sergio e Massimo nella sezione
Scambio & Cerco
Un
articolo di Matteo
Pseudo tifosi della Paganese
assaltano il bar dei distinti:
tafferugli all'Arechi, 4 feriti
Quello che tutti temevano alla
vigilia è accaduto.
Ieri sera l’Arechi è stato il
palcoscenico di gravissimi incidenti che hanno
definitivamente
contrapposto le tifoserie di
Salernitana e Paganese, una volta legate da amicizia.
Tutto è accaduto, soprattutto
a causa della follia dei soliti teppisti ma anche a causa
della scellerata decisione (ed
ora bisognerà capire di chi…) di consentire ai
sostenitori
azzurro stellati di avere accesso ai distinti, settore
occupato
dalla tifoseria granata, perché non in possesso della
tessera del tifoso e che
quindi non potevano accedere al settore ospiti, la curva
nord. Anche perché il
sentore che potesse accadere qualcosa c’era sin dalla
vigilia. Un sentore
trascurato colpevolmente. E pensare che la giornata era
cominciata in tutta
serenità.
Vigilia tranquilla Intorno alle 19 i sostenitori della
Paganese hanno
cominciato ad assiepare il piazzale antistante il settore
distinti, per la
circostanza diviso a metà da un cordone di poliziotti in
divisa antisommossa.
Una precauzione inutile, visto che molti salernitani si sono
avvicinati per
salutare alcuni amici provenienti dalla cittadina dell’Agro.
I pullman che
hanno trasportato il grosso della tifoseria azzurro stellata
sono giunti, in
tutta tranquillità, alle 20 circa. Alla fine i sostenitori
paganesi erano
intorno alle 1500 unità. Nell’anello inferiore dei distinti
si è assistito ad
uno spettacolo raro in uno stadio di calcio. Le due
tifoserie erano una accanto
all’altra. Tante le famiglie di paganesi che, giunti in uno
scenario poco
usuale per loro, hanno scattato foto ricordo per immortalare
per sempre la loro
trasferta all’Arechi. Dal canto loro i tifosi salernitani
presenti in curva sud
hanno accolto senza particolari reazioni l’arrivo dei
sostenitori ospiti,
mentre hanno sonoramente fischiato i calciatori azzurro
stellati entrati sul
terreno di gioco per il riscaldamento.
Momenti di tensione Poco prima che le due squadre
scendessero in campo il
fiato di tutti è rimasto sospeso per alcuni minuti. Alcuni
tifosi della curva
sud, non appartenenti a gruppi ultras, hanno intonato “Chi
non salta è
napoletano”. I paganesi sono rimasti interdetti: qualcuno ha
cominciato a
saltare, la maggior parte invece ha preferito restare ferma.
Gli ultras azzurro
stellati hanno replicato con un “Chi non salta è nocerino”,
ricordando la
comune rivalità con i sostenitori rossoneri. I salernitani
hanno però reagito
come i paganesi poco prima. Con le squadre in campo tutto è
poi passato in
secondo piano fino all’arrivo della seconda fetta di tifosi
paganesi, la più
grossa. In pratica gli ultras, che hanno preso possesso
della parte centrale
dei distinti e portato a più di 2500 le presenze ospiti. La
tensione è salita
di nuovo altissima poco dopo, quando due sparuti gruppetti
di salernitani e
paganesi hanno battibeccato nella parte destra dei distinti.
Il buonsenso e l’
arrivo di alcuni celerini hanno riportato la calma,
purtroppo effimera. Alla
fine della prima frazione, secondo la ricostruzione
ufficiale fornita dalle
Forze dell’Ordine, alcuni sostenitori della Paganese hanno
assaltato il bar dei
distinti, rapinando e picchiando il gestore. Alcuni
salernitani, visto questo,
hanno reagito e da lì si è scatenato il finimondo. Sugli
spalti è cominciata
una rissa che ha coinvolto le opposte fazioni.
Impressionante la scena di un
tifoso paganese preso a calci da quattro salernitani
nonostante fosse a terra
esanime. Dall’interno del settore i tafferugli si sono
rapidamente spostati all’
esterno. La polizia è intervenuta caricando le due fazioni
ma gli incidenti
sono proseguiti. A questo punto i tifosi della Paganese
hanno cercato di
lasciare lo stadio, cosa che non è stata loro possibile.
Solo col deflusso dei
salernitani, dopo il match, sono potuti tornare ai pullman
ed alle auto. Il
bilancio, almeno quello ufficiale, parla di 4 feriti, tutti
paganesi, medicati
al Ruggi d’Aragona. Uno dei tifosi si sarebbe rotto il
ginocchio. L’ennesima
serata di ordinaria follia calcistica che poteva essere
evitata.
e una
nuova sezione dedicata alla tifoseria del Legia Varsavia
Tre nuovi annunci di Marco, Luca e Ivan nella
sezione
Scambio & Cerco
09-09-10
Due
nuovi annunci di Mpemmpem e Nutty nella sezione
Scambio & Cerco
Un
articolo di Matteo
Verso il derby
Salernitana-Paganese
Da amore si è passati ad
amicizia, anche se quel pizzico di passione, almeno per i
tifosi di vecchia data c’è ancora. Soprattutto per loro il
derby di lunedì è una sfida particolare. Quei tifosi che
quando non giocava la Salernitana andavano a vedere la
Paganese e viceversa. Quei tifosi che per anni hanno esposto
lo striscione “Salerno-Pagani: patto d’amore”. Poi, però, in
questa storia d’amore è arrivato il terzo incomodo a
rovinare i piani. Con la Paganese tra i dilettanti e i
granata in B ecco a mutare gli equilibri la rivalità tra
salernitani e napoletani. Una rivalità che spiazza anche
alcuni tifosi azzurrostellati, simpatizzanti della squadra
partenopea. Da lì il passaggio alla rottura del gemellaggio
è stato breve.Resta però il rispetto e l’amicizia. Non c’è
rivalità, non ci sarà mai. Anche se ora che le due squadre
si ritrovano di nuovo contro, dopo tanti anni le cose
possono essere cambiate.
Qui Salerno “Non c’è rivalità” - conferma Salvatore Orilia
-“con i tifosi della Paganese.C’è grande rispetto ed
amicizia. Anche io da giovane tante volte sono andato a
vedere le partite degli azzurrostellati”. La rivalità con il
Napoli non può certo influire sull’amicizia:“La rivalità con
il Napoli? E’ normale che a Pagani possano simpatizzare per
il Napoli. Ma perché a Salerno non ci sono tifosi del
Napoli?”. All’Arechi potrebbe davvero essere una serata di
grande festa:“Io spero che le due tifoserie si comportino
bene, tifando ognuno per la propria squadra e basta. Non
possiamo tornare sempre indietro. Anche quello che è
successo a Cava contro il Cosenza è assurdo. Lunedì dobbiamo
dare l’esempio e dimostrare la civiltà della nostra
provincia”.
Qui Pagani “C’è grande attesa a Pagani” - rivela Massimo
Tramontano - “anche se non è un match sentito come potrebbe
essere quello con la Nocerina”. Tramontano ricostruisce
anche la storia del rapporto tra le due tifoserie:“Fino a
qualche anno fa c’era un vero e proprio gemellaggio. Poi ci
sono state alcune incomprensioni ed ora c’è rispetto ed
amicizia con i ragazzi della curva sud”. Le incomprensioni
sono, come detto, targate Napoli: “Il problema è stato
quello, perché qui ci sono tifosi del Napoli. Qualche
problema l’ho avuto pure io per il fatto che con il mio
gruppo, gli Street Urchins, a volte sono stato in curva
sud”. I tifosi azzurrostellati si stanno comunque
organizzando. Ieri sera c’è stata una prima riunione.
l’obiettivo è di essere presenti all’Arechi e di stare tutti
insieme:“Chi non ha la tessera andrà nel settore distinti.
L’ideale sarebbe organizzarci tutti insieme, partendo tutti
insieme, in modo da tenere tutto sotto controllo”. Il
rischio potrebbe essere quello dei tristemente noti “cani
sciolti”:“Quelli potrebbero esserci sia di colore granata
che di colore azzurrostellato. Problemi non dovrebbero
essercene. Tra ultras c’è rispetto. Abbiamo cenato tante
volte insieme. L’importante per noi è essere all’Arechi
lunedì sera. Per quanto ci riguarda cercheremo di
mentalizzare i nostri tifosi. All’Arechi dobbiamo andare da
paganesi e non da napoletani”. L’idea dei tifosi
azzurrostellati è di organizzare una carovana, magari con
autobus del Cstp, adeguatamente scortata dalla Questura.600
tifosi con la tessera più altri 400 non disposti a
tesserarsi sono pronti a seguire la Paganese a Salerno.
L’amicizia basterà ad evitare qualsiasi problema?
L’ordine pubblico Questura e Prefettura in queste ore stanno
monitorando la situazione, valutando se adottare
provvedimenti restrittivi d’intesa con il Casms. Secondo
prime indiscrezioni potrebbe essere adottato lo stesso
principio valso per Nocerina-Cavese. Ingresso allo stadio
per i soli possessori della tessera. Sarebbe l’ennesima
sconfitta dello sport, ma almeno si eviterebbero le porte
chiuse. A Salerno ne sono state sottoscritte poco più di
300. Nel caso dovesse essere adottato tale provvedimento ci
sarà inevitabile un boom di sottoscrizioni. A Pagani sono
seicento le tessere sottoscritte. Non si sono tesserati i
gruppi ultras. Se non fosse adottato questo provvedimento i
tifosi della Paganese non possessori della tessera
potrebbero accedere nel settore distinti, come sta capitando
in tutta Italia. In base a quella vecchia amicizia non
sarebbe un problema. Ma dopo tanti anni, ben ventotto, gli
scenari e gli umori potrebbero essere cambiati. E questo è
un fatto da tenere presente.
08-09-10
UDINESE - Comunicato stampa sui tifosi
in curva sud
L’Udinese Calcio, in relazione alla
presenza dei tifosi della squadra ospite in occasione della gara
interna con il Genoa dello scorso 28 agosto, desidera sottolineare
la propria estraneità sulla commistione, tra supporters friulani e
liguri, venutasi a creare nella Curva Sud dello stadio “Friuli”.
L’Udinese Calcio, infatti, come tutte le altre società italiane deve
sottostare alle vigenti normative nazionali e, nella fattispecie,
agli articoli di legge correlati all’introduzione della cosiddetta
“Tessera del Tifoso”. Come noto, dalla stagione sportiva 2010/2011
soltanto i possessori della “Tessera del Tifoso” possono acquistare
i tagliandi relativi ai “Settori Ospiti” degli stadi italiani e solo
a loro, quindi, è garantito l’accesso nel medesimo settore. Tutti
gli altri tifosi, invece, possono, per legge, liberamente acquistare
i biglietti in ogni altro settore degli impianti sportivi e le
Società Sportive non possono in alcun modo impedire che si
verifichino situazioni simili a quella accaduta sabato 28 agosto
allo stadio “Friuli” e comuni a tutti gli stadi italiani.
L’Udinese Calcio, quindi, esprime la più viva solidarietà ai propri
abbonati in Curva Sud e si augura che le Autorità predisposte alla
tutela dell’ordine pubblico, così come quelle preposte alla stesura
dei pacchetti normativi, possano trovare, nel minor tempo possibile,
una soluzione valida e soddisfacente affinché non si ripetano
situazioni simili a quelle viste nel corso della prima giornata di
campionato.
Udinese Calcio SpA
04-09-10
Tre nuovi annunci di Antifa-ve. Andrea e Decimo nella
sezione
Scambio & Cerco
Tre nuovi annunci di Giuga, Decimo e Oreste nella
sezione
Scambio & Cerco
Festa
centenario Corinthians, Tifosa investita
accidentalmente dal pullman della squadra
(ANSA) - SAN PAOLO, 1 SET - Finisce male
la festa per i 100 anni del Corinthians: una tifosa e' stata travolta
accidentalmente e uccisa dal pullman della squadra. Secondo le prime
testimonianze, la ragazza sarebbe stata spintonata e poi sarebbe
scivolata sotto le ruote posteriori del mezzo nella confusione
all'arrivo dell'autobus al 'Vale do Anhangabau', un parco nel centro
vecchio di San Paolo dove si e' svolta la festa. La polizia ha aperto
un'inchiesta.
Tessera del tifoso spacca Pisa. La curva
contro tutti
La tessera del tifoso
ha provocato una netta spaccatura fra i tifosi del Pisa.
Per la prima volta domenica scorsa allo stadio sono stati fischiati gli
ultrà e adesso c'è chi ha paura di assistere alla partita nei settori a
contatto con la curva Nord, cuore della tifoseria più calda. Non
soltanto a causa della spedizione punitiva di un centinaio di elementi
della curva nei confronti di alcuni ex-ultras presenti in gradinata.
Alcuni abbonati hanno chiesto di essere spostati di posto perchè
domenica scorsa sono stati minacciati da alcuni ultrà dall'altra parte
del divisorio, in quanto ritenuti colpevoli insieme al resto dello
stadio, di aver coperto con fischi e il coro «Pisa, Pisa» gli slogan
contro la tessera del tifoso gridati dalla curva.
Per il momento la società non può venire
incontro a tale esigenza, ma c'è preoccupazione per la prossima partita
in casa, domenica 5 settembre contro l' l'Atletico Roma. Anche perchè
tramite un comunicato gli ultras dopo aver espresso sorpresa per la
«reazione da parte dello stadio sul tema della tessera del tifoso (che
mette a repentaglio la nostra curva) e che comunque accettiamo nel
rispetto dell'opinione altrui», specificano che non accetteranno mai «i
gesti di scherno e gli sputi» che loro affermano essere arrivati da una
parte della gradinata. A due giorni dai fatti, la contrapposizione fra i
tifosi rimane netta e pochi sono i tentativi di chi invita a conciliare.
Tra questi, da segnalare quello dell'avvocato Andrea Bottone,
rappresentante legale di Vecchio Cuore Nerazzurro, che detiene l'1%
delle quote societarie del Pisa.
31-08-10
Per
fortuna in Europa c'è chi va senza Tessera del tifoso
26-08-10
Protesta ultra'
Atalanta, feriti agenti
Fermati almeno
5 contestatori, petardi mentre parlava
Maroni
(ANSA) - MILANO, 25 AGO - Alcuni agenti
sono rimasti feriti nel corso della protesta degli ultra' atalantini
alla Festa della Lega Nord di Alzano Lombardo. Gli agenti sono stati
fatti oggetto del lancio di bottiglie e altri oggetti mentre erano
impegnati a tenere lontano il gruppo di ultras, quantificati in alcune
centinaia, dall'area della festa. Quando sono partiti i petardi stava
parlando il Ministro Maroni, poi il dibattito e' stato interrotto.
Almeno cinque ultras sarebbero stati fermati.
Atalanta, no
trasferta senza card tifoso
Provvedimento
deciso da questore Varese dopo incidenti di
ieri
(ANSA) -MILANO, 26 AGO- Divieto di
trasferta per i sostenitori dell'Atalanta privi della tessera del
tifoso, per la partita di serie B in programma sabato a Varese. Il
provvedimento, che sta per essere emesso, e' stato deciso dal questore
di Varese Marcello Cardona dopo i gravissimi incidenti di ieri sera ad
Alzano Lombardo (Bergamo).
24-08-10
Grazie
a Rafael dal Brasile inserite altre foto della tifoseria del
Flamengo
22-08-10
Due
nuovi annunci di Federico e Giuga75 nella sezione
Scambio & Cerco
Una
foto inviata da Lorenzo davanti lo stadio nazionale di Pechino
Serie A, crollo degli abbonamenti: un tifoso
su cinque non ne può più
(Repubblica.it - M.Pinci)
- In fuga dagli stadi. Dopo aver abdicato nel modo
peggiore al Mondiale, l'Italia registra un crollo del numero degli
abbonamenti. Se si eccettua l'Inter, campione d'Europa e
d'Italia, e il Bari, tutte le altre squadre sono alle prese con
un'emorragia di tifosi: ne mancano, rispetto ad un anno fa di questi
tempi, almeno 40 mila all'appello. Uno su cinque, in media, non ha
rinnovato la tessera. Il caso più eclatante riguarda la Lazio:
appena 1.600 abbonati (l'80% in meno rispetto al 30 luglio
2009), cifra misera anche per un club di serie C. La Juventus segna una
riduzione del 22,5%. Se il disamore si può capire, dopo la stagione
scorsa dei bianconeri, nel caso della Roma,
protagonista invece di un campionato comunque esaltante, il
deficit del 30% è più eclatante. La Fiorentina piange un crollo
addirittura del 45%, mentre il Milan, che la crisi l'aveva avvertita
dodici mesi in anticipo con un dimezzamento dei fedelissimi nel 2009,
conferma la tendenza negativa: 15.000 sottoscrizioni, il 14% in meno.
Il mondiale in Sudafrica ha contribuito a deprimere gli appassionati, ma
sono altri elementi ad influire maggiormente: la crisi economica,
naturalmente, ma anche un calciomercato che certo non accende
entusiasmi in nessuna tifoseria. Anzi. Le magre campagne
acquisti di questi mesi non invogliano al sacrificio economico: se
risparmia il presidente, figuriamoci il tifoso. Maltrattato per tutto
l'anno e di nuovo blandito e corteggiato quando si tratta di metter mano
al portafoglio, chiedendo un atto di fede cieca. Le leggi
anti-violenza sono un altro deterrente, sia per il pubblico
"normale" che per quello militante. Sempre più i disagi. Alle
code domenicali ai tornelli, alle gradinate inospitali e ai servizi
scadenti, si aggiunge ora anche la tessera del tifoso. Meglio vedere la
partita in tv, che oltre tutto si può acquistare a prezzi sempre
inferiori: i pacchetti alle pay tv sono più convenienti, rispetto al
passato.
La tessera del tifoso, obbligatoria per sottoscrivere abbonamenti e
acquistare biglietti di settore ospiti, ha incontrato la dura
opposizione di gran parte del mondo ultras. Sono 13 le curve di
serie A che hanno scelto per protesta di non abbonarsi,
ritenendo la tessera una forma di schedatura, una limitazione alla
libertà. A Roma rimarrà deserta mezza Curva Sud, cuore
del tifo giallorosso, se il trend verrà confermato. A Napoli - dove gli
abbonamenti non sono ancora in vendita - il dissenso dovrebbe spopolare
entrambe le curve del San Paolo. Gruppi divisi a Firenze e Palermo,
contrari ma tesserati a Verona. La tifoseria dell'Inter è l'unica ad
aderire per convinzione, anche se il record di sottoscrizioni è del
Milan: oltre 210.000 in un anno.
La media spettatori sulle tribune italiani (25.192 nella scorsa
stagione), nonostante una crescita del 17% negli ultimi 5 anni,
sembra così destinata a rimanere al di sotto di quella dei grandi paesi
calcistici europei: Germania (42.490) e Inghilterra (34.088)
sono lontanissime, la Spagna (27.654) resta avanti e la
vittoria mondiale la terrà al riparo da rimonte. Campionati che pure
godono di una copertura televisiva simile alla nostra e di leggi ancor
più repressive per le tifoserie. Quindi sarebbe forse il caso di
interrogarsi una volta di più - anziché nascondersi dietro al paravento
della tv - sulla qualità dello spettacolo che le società allestiscono e
sulla vivibilità dei luoghi in cui, si fa per dire, goderselo.
30-07-10
Due
nuovi annunci di Salvatore e Stirpe_ultras nella sezione
Scambio & Cerco
I
Radicali sulla Tessera del Tifoso: "Renderà
ancor più ingestibile l'ordine pubblico"
La
tessera del tifoso
«non è obbligatoria nè esiste per legge: è
solo una iniziativa commerciale della Lega
Calcio imposta dal ministro sotto la
minaccia di far giocare a porte chiuse le
partite». È quanto affermano il
segretario deiRadicali
Mario Staderini e il senatore Marco Perduca,
sottolineando
che «gli
effetti che questa 'fidelizzazione' sortirà,
saranno la diserzione del programma di
decine di migliaia di persone, che però
vorranno andar comunque allo stadio,
rendendo ancor piu difficile la gestione
dell'ordine pubblico e la devoluzione di
compiti pubblici al privato. Tv a pagamento
e i violenti ringraziano».
«Non sappiamo
a chi si rivolgesse il Ministro Maroni
quando ha lamentato che sulla tessera del
tifoso son state dette parole di troppo -
dicono Staderini e Perduca - è certo che
nessuno al Viminale s'è degnato di
rispondere alle interrogazioni parlamentari
che abbiamo presentato dal settembre scorso.
Nè tantomeno si capisce quali siano le
stupidaggini che hanno circondato la
fantomatica tessera, perchè se c'è una cosa
certa, e molto seria, è la totale assenza di
un quadro normativo circa questa presunta 'fidelizzazionè».
«Se l'intenzione di questa iniziativa è
quella di estirpare la violenza dagli stadi
privilegiando il tifo 'buonò - concludono i
Radicali - non si capisce come possano
contribuire Fs e Autogrill nè tantomeno si
capisce come un qualcosa di totalmente
incerto e affidato a ordinanze prefettizie
possa esser considerata una risposta
strutturale ai problemi del tifo violento
che nessuno nega esistere»
Cento: "La tessera del
tifoso è un flop. Maroni sospenda
l'iniziativa"
«Nonostante il protocollo presentato
oggi dal ministro Maroni la tessera del tifoso si sta rivelando un flop
clamoroso che convince sempre meno opinione pubblica, tifoserie, società
di calcio. Se il problema è contrastare, come riteniamo doveroso, la
violenza negli stadi,
si applichi con tempestività e rigore le
norme che ci sono responsabilizzando anche tutte le componenti del
calcio tifoserie comprese, ma si ammetta una volta per tutte che la
tessera del tifoso è inutile a risolvere il problema». Lo
afferma Paolo Cento, della segreteria nazionale di Sinistra ecologia e
libertà, presidente del Roma club Montecitorio. «La realtà è
che con un semplice atto amministrativo si introduce una discriminante
tra cittadini, si mettono a rischio diritti individuali e si avvia una
commercializzazione ulteriore della passione sportiva -afferma- un vero
e proprio bancomat obbligatorio che dispensa pochi vantaggi e toglie
diritti ai non possessori di questa tessera del tifoso. Il ministro
Maroni sospenda questa iniziativa e riapra un confronto con tutte le
componenti del mondo del calcio e porti la questione in una discussione
libera e trasparente in Parlamento».
29-07-10
SAMP: PROTESTA TIFOSI SOTTO SEDE BORSA
DI MILANO
Protesta pacifica di alcuni tifosi
della Sampdoria fuori della sede della borsa di Milano dove è in
corso il varo del calendario per la Serie A di calcio 2010-'11. I
tifosi blucerchiati hanno srotolato uno striscione su cui è
scritto:"I veri diritti? i nostri, non quelli televisivi. No alla
tessera". I tifosi del gruppo "Ultras Tito Cucchiaroni" hanno
inoltre consegnato ai tanti giornalisti presenti un comunicato in
cui è scritto "per chi se lo fosse dimenticato il calcio appartiene
a tutti in quanto fenomeno di aggregazione che per mezzo secolo ha
unito generazioni di italiani: ancora oggi la partita è l'unico vero
fenomeno sociale del nostro Paese capace di coinvolgere ragazzi
provenienti da tutta Italia". A giudizio dei tifosi, invece,
"diventando business, il calcio ha cambiato pelle, ha perso in
bellezza, poesia e credibilità. Ovunque e comunque - scrivono -
l'obiettivo è trarre il più alto guadagno possibile anche se ciò
vuole dire rinnegare la storia: ultima trovata, ma non per gravità,
la ormai tristemente nota tessera del tifoso". "Che si mettano il
cuore in pace - conclude il comunicato -: siamo tifosi non clienti,
ne tanto meno ruote del loro sporco ingranaggio, non lo saremo mai.
Fermiamoli finchè siamo in tempo...".
26-07-10
Due
nuovi annunci di Salvatore e Mr. Basettone nella sezione
Scambio & Cerco
Ancora
contro la tessera del tifoso
COMUNICATO ULTRAS
MATERA
IO NON MI TESSERO
Giorni importanti per i nostri colori BIANCAZZURRI e giorni altresì
delicati per il futuro ULTRAS! Ultimamente non si parla altro che del
RITORNO in Lega Pro del Matera, ma tutti noi vorremo essere li a
festeggiare più che mai, pensando già al prossimo Campionato e alle
prossime avventure che potrebbero attenderci! Ma negli ultimi mesi sarà
capitato a molti se non a tutti di sentir parlare del CASO DEVASTANTE
“TESSERA DEL TIFOSO” :Continua..>>
Parma-Spal
Incidenti e un ferito
Un ferito ed alcune
auto distrutte è il primo bilancio degli scontri
avvenuti all'esterno dello stadio comunale di Levico
Terme (Trento) dove si è disputata l'amichevole
Parma-Spal, quarto impegno della preparazione estiva
della formazione gialloblù (risultato finale 3-1 per
il Parma). Le due tifoserie, separate durante la
gara da un cordone di carabinieri e steward, sono
entrate in contatto all'esterno dell'impianto di
gioco e ad avere la peggio è stato un tifoso della
Spal colpito alla testa da una bottiglia. Soccorso
dai medici del Parma, è stato trasportato negli
spogliatoi dove gli sono stati dati otto punti di
sutura per fermare l'emorragia prima del trasporto
in ambulanza al pronto soccorso. Anche le due
squadre sono rimaste oltre un'ora all'interno del
recinto dello stadio prima di avere l'autorizzazione
a lasciare lo stadio con i rispettivi pullman.
Un
ringraziamento particolare a Nicola per la copia del suo libro "Aggression
" che ho iniziato a leggere è davvero
intrigante
Tessera
tifoso: Maroni, andiamo avanti
Il
ministro: 'Il 30 luglio ci sara' un annuncio
importante'
(ANSA) - MILANO, 20 LUG - Sula tessera
del tifoso il Governo va avanti, nonostante le proteste e le polemiche
nate in seno a diverse tifoserie organizzate. 'Per la tessera del tifoso
c'e' un programma che va avanti e sara' applicato nei tempi previsti',
ha detto il ministro Maroni al raduno del Milan, sottolineando anche che
'il 30 luglio ci sara' un importante annuncio' a proposito
dell'argomento.
14-07-10
Ancora
dai GRUPPI contro la tessera del tifoso
>>>
Finalmente un gran bel libro da leggere sotto l'ombrellone
complimenti a Nicola
Aggression di Nicola
Magnani
Uno studio approfondito sulla storia
dell’universo hooligans, fatto di violenza, musica, stili, mode e
attitudini in continua evoluzione.
Aggression affronta numerose questioni: dalla violenza che affonda le
proprie radici già in antichità, in quelle forme di gioco considerate
gli antenati di quello che diventerà lo sport più seguito al mondo, alla
costituzione dei primi clubs d’Oltremanica di fine ‘800.
Dai delicati rapporti fra le varie sottoculture, specchio di una
generazione inglese sempre in lotta allo stadio come in strada, alla
nascita delle prime firms.
I terribili anni ’70 e ’80, l’IRA, il National Front, le pesanti rivolte
dei minatori, le operazioni antiterrorismo per sgominare le tifoserie
più feroci fino alla famosa costituzione del Taylor Report.
Dinamiche politico-sociali che fanno da cornice ad un fenomeno, definito
dai massmedia come “malattia inglese”, che negli anni ha sconvolto,
terrorizzato ma talune volte anche incuriosito l’opinione pubblica
mondiale.
Il Real Caserta iscritto al
campionato senza fidejussione di 400mila euro
C'è tempo fino all'8 luglio per
presentare il documento
L'Aversa, iscritta regolarmente, cerca un attaccante
CASERTA - Per la nascita della
Real Casertana (la squadra che fonde il Marcianise con la
Casertana) per partecipare al terzo campionato professionistico
di Calcio c'è tempo fino all'8 luglio. Iscritta la squadra a
Firenze manca la fidejussione di 400 mila euro che è
fondamentale per convalidare la partecipazione al campionato di
prima divisione. L'entusiamo (2000 tifosi alla presentazione al
Pinto) quindi per scatenarsi deve attendere che possano arrivare
altri «finanziamenti» e quindi cominciare a lavorare per
riportare Terra di Lavoro ai vertici del calcio nazionale. In
seconda divisione nessun problema per l'Aversa che non solo si è
iscritta, ma ha allegato tutti i documenti richiesti. Il
presidente Spezzaferri va alla ricerca di una punta che deve
dare consistenza all'attacco dei granata che lo scorso anno
hanno conquistato sul filo di lana la salvezza, ma che nel
prossimo campionato vogliono fare di più e meglio.
Un libro speciale segnalato da Gianluca
per info rivolgersi all' e-mail del sito
Marino Parodi
La partita del ventennio
Le sfide tra “Grifoni” e
“Veltri” culminate con le cinque indirizzate finali del 1924/25
Andando a rivisitare le pagine
ingiallite della tribolata storia del vecchio e glorioso Grifone, si possono
trovare cento e più incredibili situazioni che contribuiscono,
soprattutto prima
della conclusione del secondo conflitto mondiale, all'allontanamento dell'ambito
simbolo dalle casacche genovesi.
Arbitraggi ostili per via del nome straniero,
match decisivi disputati in dieci per infortunio del portiere, partite vinte ma
rigiocate per errore tecnico e quindi perse,
gambe volontariamente spezzate
dagli avversari proprio nel momento decisivo e gerarchi pronti a tutto pur di
far primeggiare la propria squadra e persona.
Nell'Italia che sta finendo sotto
dittatura, la squadra genoana è protagonista, suo malgrado, di un incredibile
vicenda che mina,
dopo quasi un intero anno di sfide che ne logorano la mente e
il fisico, la conquista del meritato premio legittimamente bramato bagnando di
sudore
le proprie casacche. I campioni d'Italia uscenti affrontano, in cinque
memorabili partite, i più freschi e giovani calciatori del Bologna,
formazione
rappresentante una regione in cui si è prepotentemente sviluppata e affermata
una certa l'ideologia,
che ormai sta imperversando in tutto il resto della
penisola. Di quegli avvenimenti, che vedono nel 1924/25 il Genoa impegnato su e
giù per l'Italia per tutti i dodici mesi,
i tifosi rossoblù ne patiscono ancora
la conclusione
MARONI:´CHI NON SI ADEGUA ALLA TESSERA DEL
TIFOSO, SARÀ PUNITO´
Continua a dividere la
Tessera del Tifoso. E mentre
gli ultras si organizzano con manifestazioni e ritiri dei vecchi
abbonamenti, il ministro Maroni
a margine di una conferenza sulla sicurezza urbana svoltasi a
Parma, non si smuove dalla sua posizione dichiarando:
"Non ci sarà nessun rinvio; la Tessera sta mettendo in difficoltà chi
non ha voluto adeguarsi in tempo, magari pensando che continuando a non
adeguarsi il Ministero potesse ripensarci. Non è così: ne parliamo da
due anni, c'è stato tutto il tempo… E' un po' il malcostume italico
quello di non adeguarsi alle novità e poi arrivare il giorno prima a
chiedere un rinvio; l'abbiamo già fatto un rinvio, per altro, con
l'impegno di tutte le squadre ad adeguarsi in tempo utile per l'inizio
del prossimo campionato. C'è una lettera scritta, con l'impegno di
tutti: quindi non vedo, francamente, necessità di rinvii". Maroni
accenna poi alle conseguenze per chi non dovesse uniformarsi alla
direttiva: "Se uno non si adegua è perché
ha deciso di non adeguarsi, cioè di non rispettare l'impegno che
formalmente ha assunto nei confronti del Ministro dell'Interno, con una
lettera. Dopo di che, se così sarà, ne subirà le conseguenze,
naturalmente".
Il provvedimento in vigore dal prossimo campionato ha provocato la
rivolta delle curve
(di Giancarlo
Padovan)
Ho
cominciato a dubitare del futuro del calcio, temendo stesse imboccando
una china apocalittica, quando l'attuale presidente del Consiglio,
allora a capo del Milan, suo primo e vero veicolo di consenso popolare,
designò chi assisteva alle partite, i tifosi, gli sportivi, gli
appassionati, gli esteti, i fanatici, gli ultras e l'umanità più varia
della tribù dello stadio con il termine, orribile e offensivo, di
"clienti". Nella sua visione ottusa e commerciale della vita e del
sentimento, dell'appartenenza e dell'emozione e, forse, praticamente di
tutto, ognuno è cliente di qualcuno o di qualcosa. Dunque, come tale,
diventa obiettivo di una strategia di marketing. Leggere, perciò, che la
tessera del tifoso è uno strumento di fidelizzazione a beneficio delle
società di calcio, sorprende solo quelli che nell'ultimo decennio
sonnecchiavano senza accorgersi dei cambiamenti epocali di un ambiente
diventato industria e azienda.
Nessun rimpianto di un passato arcaico e senza regole, quando il
calciatore era merce di scambio e non aveva nemmeno il potere di
accettare o meno un trasferimento. Nessuna nostalgia dei vecchi
mecenati, tronfi e narcisi, che erano meglio degli attuali solo perché
una stampa, autocensoria e trionfalistica, ne tralasciava i difetti
lodandone solo il potere e il censo. Nessuna voglia di ripiombare in
stadi cupi e senza vie di fuga, promiscui e grotteschi, dove comunque
entrava di tutto, come testimoniano i morti di Salerno (Giuseppe
Plaitano, 1963, Salernitana-Potenza) e all'Olimpico (Vincenzo Paparelli,
1979, durante il derby). No, niente di tutto questo. Oltre alla
derubricazione del calcio a ramo della grande distribuzione, una sorta
di prodotto omologato perché senza distinzioni e specificità, spaventa
l'obiettivo di fondo: rendere lo sport, questo sport, un elemento per
tifosi ufficialmente riconosciuti. Mi chiedo: e gli altri? Per esempio,
i non tifosi, ma gli amanti del gioco? O gli appassionati puri? O quelli
che si sono dimessi da tifosi? O le donne, sempre più numerose, che non
sono categoria e nemmeno collettivo, sfuggendo a qualsiasi
catalogazione? E gli interisti che, dopo Mourinho e la tripletta, si
sono messi in sonno temendo di non poter rivivere un'altra stagione così
trionfale? E i timidi, i puri, i deboli di tifo? Più che
un'organizzazione per censire tutti gli spettatori, il progetto avrebbe
dovuto tener conto della trasversalità che il calcio dona in misure
diverse, e tutte rispettabili, ad una parte consistente dei suoi
consumatori (termine etimologicamente diverso da clienti). Invece così
si tende ad una semplificazione di massa che non sarà utile nemmeno ai
club che vuole fidelizzarli. Intanto, perché inevitabilmente ne
fidelizza solo una parte; poi, perché anziché avvicinarli allo stadio -
allo spettacolo dello stadio, all'odore e al sapore dello stadio - li
allontana. L'effetto di questa politica, anziché devastante come
meriterebbe, non fa altro che spingere "clienti" verso la televisione a
pagamento, il surrogato del botteghino, dove si affollano le masse,
ignare di perdere la propria identità calcistica a beneficio di una
visione della partita strumentale e, a volte, perfino manipolata. Parlo
proprio della struttura del racconto, della consequenzialità delle
immagini e della aderenza dei commenti al reale e al vissuto. Una prima,
nemmeno troppo larvata forma di condizionamento.
La tessera del tifoso, in vigore dall'inizio della prossima stagione e
contro la quale si organizzano manifestazioni, è l'altra faccia della
card televisiva. Entrambe limitano (senza la tessera del tifoso non si
potrà più seguire la propria squadra in trasferta, senza card non si
vede la partita in tv), entrambe costano (la tessera dovrebbe aggirarsi
sui dieci euro), entrambe identificano (nome e cognome utilizzabile per
acquistare), entrambe saranno strumenti di marketing per rimpinguare
ponderose mailing list dei "clienti" cui propinare ciarpame spacciato da
merchandise.
Il resto è pretesto. Cosa significa sostenere che tra i vantaggi ci
saranno i percorsi preferenziali all'interno degli stadi o di avere
accessi con controlli limitati? Forse, com'è nella cultura del governo
che l'ha concepita, che esistono tifosi di prima classe e tifosi di
categorie inferiori?
E' probabile, se non fosse che siamo di fronte ad un controllo sociale
con scopi di lucro e con l'intenzione di moltiplicare gli introiti di
club sempre più famelici, disperatamente intenti a mantenere la propria
sussistenza, spesso in pericolo. Da rifiutare, in toto, l'idea che la
tessera stabilisca un senso di appartenenza e che chi vuol andare alle
partite debba per forza aderirvi. Una volta, non esattamente nel
Giurassico, per appartenere,
sempre che lo si volesse, bastava l'abbonamento, un biglietto o una
bandiera. Ora che serva la tessera, sembra solo una degenerazione, e
nemmeno la più convincente. Diverso, anche se ambiguo, l'aspetto
relativo alla sicurezza. Per ottenere la tessera del tifoso è necessario
non essere sottoposto a Daspo, l'osceno acronimo che indica il divieto
di accesso alle manifestazioni sportive, in base alle legge del 13
dicembre 1989. Cito l'anno, né per pedanteria, né per precisione. Ma
perché la legge esiste da più di vent'anni e per applicarla non c'è
bisogno di passare dall'invenzione della tessera. Strumentale, infine,
che la si crei nel momento in cui aumentano a dismisura e, a volte,
senza effettiva ragione di ordine pubblico, le disposizioni del Comitato
di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive (l'inutile e
dannoso Casms, altro mostro prodotto dall'Osservatorio del ministero
degli Interni): se, infatti, le trasferte sono sempre più vietate, a
cosa serve la tessera per le trasferte? Tutto converge verso una
burocratizzazione che scoraggia sia i veterani del tifo e della
passione, sia i ragazzi, le ragazze e le fantomatiche famiglie che, in
futuro dovrebbero scendere ad affollare lo stadio
cinema-ristorante-supermercato, lo stadio mall della fantasia perversa
di alcuni tecnocrati, mentre la partita c'è, oppure no, visto che
l'importante è fare soldi in qualche modo. Perché allora tutta questa
mobilitazione verso il tesseramento del tifoso? Forse, in fondo, per
farlo recedere dall'andare allo stadio e aver avuto ragione a costruirne
di piccoli, sempre più piccoli e adatti alle riprese tv. Forse per avere
un motivo in più per dire che il calcio è sempre più e solo spettacolo
televisivo. Dunque, da cambiare e da rendere sempre più affine a quel
linguaggio, anche quanto a pause e interruzioni. Forse per arrivare ad
un calcio inodore e insapore dove il pubblico altro non sia se non una
quinta teatrale interpretata da attori scelti e fedeli. Affinché si
compia l'oscura previsione del signor B. che, da presidente del Milan, a
San Siro voleva solo i propri tifosi, capaci di interpretare gli osanna
senza distinzioni e dissonanze.
16-06-10
Due nuovi annunci di
Luca e Davide nella sezione
Scambio & Cerco
Un
e-mail di Lollo
Ciao!ti invio questa trasferta allo stadio Romeo Neri di
Rimini, gennaio 2009, Rimini-Parma 0-0 (serie B)...Continua ad
aggiornare il tuo fantastico sito e noi lo sosterremo, fai vivere gli
ULTRAS da ULTRAS liberi e x SEMPRE! P.S. NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO! Saluti, Lollo e Tommy Parma
Espulse dallo stadio le
sexy tifose
olandesi. «Pubblicità illegale»
Il quotidiano Star:
«Ragazze trattenute per ore». La Fifa smentisce: abbiamo
solo segnalato il loro abbigliamento
MILANO - Lo
spot gira in Rete già da un po'. Una breve
carrellata di immagini pescate dai mondiali e
dagli europei del passato. Il filmato, in
particolare, indugia sullo sguardo triste e
annoiato degli steward rivolto verso la curva,
gremita di tifosi olandesi. Tutti maschi. Poi,
quando iniziano a scorrere le immagini dal
Sudafrica, ecco finalmente una gradita novità:
bellissime ragazze in abiti sexy che tifano per
gli Orange.
ESPULSE - L'idea è venuta ai produttori
della birra olandese Bavaria che, dopo aver
lanciato lo spot, hanno pensato bene di inviare
davvero una "squadra" di 36 bionde avvenenti e
in mini-gonna per la sfida d'esordio della
nazionale contro la Danimarca. Ragazze che si
sono immediatamente guadagnate l'attenzione dei
fotografi. Peccato, però, che non abbiano potuto
assistere alla partita: le sexy-tifose - rivela
il quotidiano "The Star" - sono state prima
espulse dallo stadio di Soccer City, a
Johannesburg, e poi sarebbero state trattenute
per alcune ore in un ufficio della Fifa (anche
se la stessa Fifa smentisce quest'ultima
circostanza). L'accusa: aver infranto le ferree
regole di marketing. La Federcalcio
internazionale tra i propri sponsor ha infatti
la Budweiser, brand concorrente di Bavaria.
IL RACCONTO
- «Facevamo un sacco di baccano, e le telecamere
ci inquadravano di continuo - ha raccontato una
delle ragazze, Barbara Kastein -. Cantavamo e ci
divertivamo». Ma poi è arrivato un funzionario
della Fifa, spiegando alle ragazze che non
potevano indossare quegli abiti, visto che
richiamavano una marca di birra. «Durante il
secondo tempo, circa 40 steward ci hanno
circondato e ci hanno costrette ad abbandonare
lo stadio. Ci spingevano lungo le scale, e una
ragazza è caduta», ha affermato Kastein. Le 36
tifose sono state portate in un ufficio della
Federazione dove sono state interrogate per ore
dalla polizia. «Ci hanno detto che saremmo state
arrestate e che saremmo finite in carcere per 6
mesi». Un portavoce della Bavaria ha
stigmatizzato la posizione assunta dalla
federcalcio mondiale: «La Fifa - ha detto - non
ha il monopolio sull'arancione». Ma la
federazione internazionale ribatte che l'azienda
in questione ha già violato le norme relative
alla pubblicità in precedenti occasioni. «E
comunque non sono stati effettuati arresti»
assicura la Fifa.
12-06-10
Grazie
a Domenico inserite altre foto della tifoseria della Juve Stabia
Due nuovi annunci di
Giuga 75 e Davide nella sezione
Scambio & Cerco
08-06-10
10 ULTRA' ARGENTINI ESPULSI DA
SUDAFRICA
Dieci ultrà argentini sono stati
espulsi dalle autorità sudafricane appena arrivati in aereo a
Johannesburg per assistere ai mondiali di calcio. Si tratta di
appartenenti alle "barras bravas", i famigerati gruppi ultras
sudamericani, che erano giunti con un volo dall'Angola insieme ad
altri 70 tifosi argentini. I dieci figuravano nella lista nera dei
mondiali per precedenti violenze compiute nel loro Paese e uno di
loro era stato coinvolto in un omicidio. Tutti i Paesi partecipanti
ai mondiali hanno inviato al Sudafrica un elenco di tifosi
"pericolosi", a cui non sarà consentito l'ingresso nel Paese. La
lista fornita dall'Inghilterra ha permesso di bloccare un gruppo di
hooligans in arrivo da Dubai. Altri tifosi argentini sono potuti
regolarmente entrare in Sudafrica, anche se la polizia li ha
fotografati nel settore immigrazione per poterli identificare in
caso di incidenti.
Commemorazione delle 39 vittime che persero la vita il 29 maggio
1985 durante la finale di Coppa Campioni col Liverpool. Platini:
"Non si verificherà più".
PLATINI: "MAI PIU' UN ALTRO HEYSEL"
-
Lascia un segno profondo anche
l'intervento del presidente dell'Uefa Michel Platini, uno dei grandi
protagonisti di quella tragica finale di Coppa Campioni: "Quella
partita maledetta si gioca ancora, non è mai finita. Nessuno potrà mai
cancellare il nostro dolore. Da presidente dell'Uefa, la mia più alta
priorità è che un dramma simile non si possa mai più ripetere".
??????? (NDWM)
Non mi sembra che al minuto 0.53 di questo
video tu provavi dolore per la tragedia appena avvenuta....non siamo
ipocriti
29-05-10
Testa
pensante...mai schiavo
se
tutti esprimessero il loro pensiero libero.....
IL VIMINALE -
Frasi che provocano l'immediata reazione di Roberto Maroni: «Non
condivido quanto detto da De Rossi sulla tessera del tifoso - afferma il
ministro dell'Interno - De Rossi non è uno qualunque, è un giocatore
importante, che andrà a rappresentare l'Italia ai Mondiali, insomma uno
che ha un certo seguito». Maroni sottolinea di essersi «speso per
lanciare un messaggio positivo» sulla tessera del tifoso e invece De
Rossi ne ha lanciato uno contrario. «Anche di questo - aggiunge il
ministro - ho parlato col capo della polizia, perché è una situazione
che mi sta molto a cuore e quindi cerco di capire». In serata arriva la
dura presa di posizione dello stesso Antonio Manganelli: «Sono
letteralmente indignato - dichiara il capo dello polizia - e non certo
perché ci sia qualcuno che non condivide una certa iniziativa,
esprimendo un più che legittimo dissenso». «Quello che mi indigna -
prosegue il prefetto - è la volgare strumentalizzazione di un
occasionale episodio, certamente riprovevole, oggi al vaglio della
magistratura, che mette sullo stesso piano delinquenti violenti e
poliziotti che darebbero anche la vita per difendere tutti». «Perfino
persone - conclude Manganelli - che fanno dichiarazioni del genere».
Tessera Tifoso, Chiellini su De Rossi:
“Ha detto una cavolata. Capita”
Il difensore biancoceleste, con un colpo al cerchio e uno alla botte,
ha cercato di mettere fine all’episodio e ha dichiarato: “Parli
mezz’ora, qualche cavolata può scappare: è successo anche a me.
Daniele è dispiaciuto. Non intendeva creare tutto questo casino.
Certi argomenti sono delicati, meglio lasciarli da parte“.
Certo a te che importa
l'importante e che a fine mesi passi alla cassa senza problemi
Zamparini:
"Tessera tifoso? De Rossi ha ragione"
"E' sbagliato schedare le persone, è
una limitazione alla libertà"
La tessera del tifoso l'ha sempre
catalogata sotto la voce 'limitazioni della libertà personale'. Non
ha mai fatto mistero della propria posizione, Maurizio Zamparini. E,
adesso che l'argomento è tornato di stretta attualità, soprattutto
dopo le dichiarazioni di Daniele De Rossi dal ritiro premondiale in
alta quota dell'Italia, il presidente del Palermo rincara la dose.
“La tessera del tifoso è una palese limitazione della libertà.
Ritengo sbagliato schedare le persone, i tifosi veri, bisogna
ragionare prima di prendere certe decisioni; le istituzioni non
coinvolgono persone come me che hanno 25 anni di esperienza
calcistica alle spalle”.
Il Palermo ha già varato la propria tessera del tifoso, “subendola”,
come tiene a precisare lo stesso Zamparini. Che non evita le
polemiche ed entra nel merito della questione con brutale
franchezza. “Per anni - dice - non hanno colpito i veri tifosi
violenti e adesso ecco questa tessera. Va però sottolineato che
tante brave persone non la faranno e di certo non si può impedir
loro di recarsi allo stadio per assistere alle partite”.
Zamparini, da buon liberale (“ma non sono un rivoluzionario”, ha
sempre specificato), in passato aveva già bocciato iniziative come
il 'Salary Cap' e la possibile limitazione degli ingaggi ai
calciatori che, a suo dire, avrebbero “favorito gli accordi poco
trasparenti”, fra i procuratori ed i club. Adesso, il presidente del
sodalizio rosanero è tornato sulla tessera del tifoso, ribadendo la
propria posizione che poi è anche quella del Palermo. “Viviamo in
uno Stato di polizia - sottolinea - la libertà è un valore lontano
da noi ed è il valore più importante della nostra vita. Una cosa
irrinunciabile. Guai a limitarla”.
Riguardo De Rossi, che Zamparini criticò nel 2006 dopo la sfida
mondiale Italia-Stati Uniti, per la gomitata inferta ad un
avversario e la relativa espulsione che lasciò gli azzurri in dieci,
l'opinione del re degli ipermercati è completamente cambiata. Il
giocatore della Roma ieri in conferenza stampa ha elogiato gli ultrà
e criticato l'aggressione a Stefano Gugliotta, picchiato dagli
agenti dopo il derby dell'Olimpico di Roma. “A me personalmente - fa
notare Zamparini - De Rossi sta simpatico. Il mediano della Roma è
una persona aperta ed ingenua, perché ha detto quello che pensa, sul
calcio, sul tifo e sulla tessera del tifoso. Naturalmente le sue
parole sono state strumentalizzate. Ha parlato di una violenza nel
mondo del calcio ed ha parlato della polizia, il cui operato nessuno
mette in dubbio”.
27-05-10
Tanto
per non rimanere troppo indietro....
26-05-10
Tre nuovi annunci di Pasquale, Valentino e
Vincenzo nella
sezione
Scambio & Cerco
Grazie
a Pascal per le foto della festa scudetto tra l'Ol.
Marsillee il
Grenoble
Tre nuovi annunci di Emanuele, Alessandro e
Decimo nella
sezione
Scambio & Cerco
Un messaggio
di Andrea
Ciao,
vi informo che un mese fa, il 21 aprile 2010, in ricorrenza dei 70 anni
del Cesena calcio 1940, e' uscito un libro fotografico a colori sui
tifosi organizzati cesenati
dal titolo "io? CESENA!" a cura di
P.Andrea Grassi con piu' di 200 fototifo (con striscioni, cortei,
gruppi, primi piani, coreografie) in tiratura limitata e con parte del
ricavato in beneficenza.
Invece di sciogliere i gruppi di tifosi
ultrà, il Paris Saint-Germain ha deciso di sciogliere...le curve. Il
nuovo piano antiviolenza, presentato oggi dal presidente Robin Leproux,
è inedito nel mondo del calcio professionistico. Non si potranno fare
più abbonamenti in curva, chi acquista il biglietto non sa in che posto
andrà a finire.
I due gruppi ultrà, detti 'Kops', si sono scontrati praticamente durante
tutto il campionato per antiche rivalità basate sul colore politico, con
i tifosi della curva 'Boulogne' tradizionalmente di razza bianca, legati
ai naziskin e intolleranti verso tutti i giocatori e i tifosi di colore.
Dall'altra parte, nella 'Auteuil', la connotazione è piuttosto
"teppistica", ragazzi di ogni provenienza, molto più giovani e pronti
allo scontro ma meno politicizzati. Fra le "tribune dell'odio", come
sono state definite dai media, il dramma è esploso il 28 febbraio dopo
una partita con l'Olympique Marsiglia. Yann, un tifoso della Boulogne, è
finito in coma ed è morto in ospedale dopo un mese. Da quel giorno, il
Parco dei Principi è sprofondato in un'atmosfera di terrore, in attesa
di "vendette" della Auteuil che probabilmente soltanto la sorveglianza
capillare della polizia ha evitato. "Abbiamo toccato il punto di non
ritorno fra le due curve - ha ammesso oggi il presidente Leproux - lo
scopo ora non è di finire in uno stadio di massima sicurezza, ma di far
sì che tutti accettino di coabitare".
Turchia: Fenerbahçe ko, i tifosi
appiccano il fuoco allo stadio
Un finale di campionato decisamente
movimentato in Turchia. Il Fenerbahçe arriva all'ultima giornata con due
punti di vantaggio sul Bursaspor, ma perdendo con il Trabzonspor per 2-1
consegna ai rivali il titolo.
A questo punto è esplosa la rabbia degli ultrà, che hanno lanciato
bottiglie contro la polizia, sradicato sedili buttandoli in campo e
letteralmente bruciato intere sezioni dello stadio. Le immagini sono
sconvolgenti.
12-05-10
Iniziamo con un articolo di Matteo
Saccheggi e devastazioni dopo il derby
Avellino-Salernitana del 2006, arrestati due giovani
Nel corso di specifiche attività,
personale della sezione Criminalità Organizzata ha arrestato, in
Pagani, C. S. di anni 48. L’uomo era ricercato in quanto doveva
espiare la pena di anni uno e mesi cinque di reclusione, a seguito
di condanna emessa dalla Corte di Appello di Napoli, perché ritenuto
responsabile in concorso con altri di una rapina consumata ai danni
di un supermercato in provincia di Avellino.
Analogamente è stato arrestato G. R. di
anni 29. Il giovane era destinatario di un ordine di carcerazione
emesso dalla Procura Generale di Napoli, per il quale deve scontare
la pena di mesi due e giorni diciassette di reclusione, in quanto
riconosciuto colpevole in concorso con altri del reato di
devastazione e saccheggio.
I fatti si riferiscono agli scontri
avvenuti dopo l’incontro di calcio Avellino-Salernitana del 5
novembre 2006.
Raid allo stadio, conta dei danni
Identificato un gruppo di ultras
A Villanuova si fanno i conti dei danni
allo stadio comunale dopo l'incursione teppistica della notte tra
sabato e domenica, alla vigilia del derby di Prima categoria
Gavardo-Villanovese, quando alcuni facinorosi sono entrati
nell'impianto tagliando la rete di recinzione e hanno incendiato un
gazebo, danneggiato il locale bar e imbrattato i muri con scritte
ingiuriose firmate B.A.R (Brigate anarchiche gavardesi).
Per l'incendio del gazebo, avvisati dagli abitanti della zona
all'1.30, sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno spento le
fiamme impedendo che raggiungessero il locale dove erano stivate le
bombole del gas utilizzate dal servizio ristoro.
Della vicenda si stanno occupando i carabinieri di Gavardo che
domenica pomeriggio hanno provveduto all'identificazione di alcuni
ultras gialloneri che seguivano il derby appostati su una cabina
dell'Enel. Si tratta dello stesso gruppo di giovani che già
all'andata, a Villanuova, si era messo in evidenza per il lancio di
petardi e per altri danneggiamenti. Secondo le prime stime i danni
ammonterebbero a più di seimila euro. Ieri mattina alcuni dirigenti
della Villanovese hanno provveduto a cancellare le scritte e hanno
rimesso in ordine l'impianto, per quanto possibile, che ha ospitato
in serata le partite del torneo giovanile «Trofeo Città di
Villanuova-Memorial Silvano Bertasio» che proseguirà fino al 23
maggio. Domenica mattina il direttore sportivo del Gavardo, Roberto
Bettini, si è presentato al campo per verificare i danni e, prima
della partita, è stato letto un comunicato nel quale la società ha
preso le distanze dagli autori del blitz.
Ora Tony Bertasio, presidente della Villanovese, è preoccupato per
il futuro della società: «Il rammarico per quanto è accaduto è
grande, come è grande la preoccupazione per un gesto che non si può
assolutamente giustificare - sottolinea Bertasio -. In concreto,
però, adesso ci troviamo ad affrontare una situazione economica
imprevista che ci mette in ginocchio. Mesi fa il Comune di
Villanuova aveva promesso contributi che non sono mai arrivati.
Anche la crisi ha contribuito ad aggravare la situazione riducendo
l'aiuto degli sponsor: questo guaio rischia davvero di metterci a
terra».
Più che per la prima squadra, che coinvolge un numero limitato di
giocatori, a preoccupare è il futuro del settore giovanile che,
tornato agli antichi splendori grazie all'attività portata avanti
proprio da Bertasio, conta circa 170 tesserati: «La maggior parte
sono ragazzi del paese e questo qualifica maggiormente il nostro
impegno nel contesto sociale di Villanuova. Purtroppo il lavoro
rivolto ai ragazzini da parte dei volontari della Villanovese non è
mai stato tenuto in considerazione dall'Amministrazione comunale,
come abbiamo avuto modo di riscontare tutte le volte che abbiamo
chiesto aiuto per affrontare alcuni problemi». Il sindaco Ermanno
Comincioli parla di un «gesto triste che si commenta da solo ma che
non deve essere sottovalutato. Dobbiamo riflettere tutti su come si
possono prevenire atti di questo tipo». Sul fronte economico, il
primo cittadino prende tempo: «Dobbiamo verificare se i danni allo
stadio sono coperti dall'assicurazione e ci regoleremo di
conseguenza».
Fonte: www.bresciaoggi.it
Sampdoria-Napoli si giocherà senza
tifosi ospiti
“Vendita dei tagliandi ai soli
residenti nella Regione Liguria” questa la decisione adottata dal
Casms nella riunione di questa mattina in merito alla partita fra
Sampdoria e Napoli che si disputerà domenica al Ferraris. Dopo le
intemperanze dei tifosi partenopei contro l’Atalanta l’organo del
Viminale ha così deciso di inasprire ulteriormente le restrizioni
aggiungendo all’ordinanza la “possibilità di acquisto di due
tagliandi agli abbonati della Sampdoria, anche in favore di
cittadini non residenti nella Regione Liguria; e l’annullamento dei
tagliandi eventualmente già venduti in contrasto con la
determinazione odierna”. Una decisione che evita così di creare
tensioni fra le due tifoserie fra le quali i rapporti non sono buoni
dato anche lo storico gemellaggio che lega gli azzurri al Genoa.
Sempre in materia di ordine pubblico il Casms ha deciso di
anticipare a sabato Milan-Juventus e Lazio-Udinese per evitare
l’incrocio delle tifoserie con la festa scudetto che si terrà o a
Roma o a Milano, sponde giallorosse e nerazzurre nella giornata di
domenica.
Tre nuovi annunci di Giuga, Cityfirm e
Roberto nella
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Scambio & Cerco
Due articoli
di Matteo
Profanata la tomba dell'ultras nocerino
morto un anno fa
E’stata profanata la tomba di Vincenzo
Salzano. Vandali di turno hanno imbrattato la lapide con scritte
del tipo: “W Cava, Nocera Topi”. Vincenzo Salzano, ultrà della
Nocerina,
ha perso la vita poco più di un anno
fa, per una terribile meningite fulminante che non gli ha lasciato
scampo. Il fratello, Giuseppe Salzano, attuale assessore della
giunta di Gaetano Montalbano, ha appreso la notizia con stupore ma
anche con rammarico. Vincenzo ha perso la vita in circostanze tanto
tragiche quanto incontrollabili. Era un “gigante buono”, così lo
hanno sempre definito gli amici con i quali stava condividendo gli
anni più belli della giovinezza. Tra l’altro, lo scorso mese di
marzo, fu organizzato il primo memorial “Amici di Vincenzo Salzano”.
In quell’occasione nello stadio di Pecorari, si affrontarono 6
squadre tutte composte da suoi amici: unico scopo di tenere sempre
vivo il ricordo del 26enne. Sul suo profilo di facebook, Vincenzo
scriveva “A vit è bell” e tra i suoi slogan c’era anche un pensiero
per tutti quelli che gli volevano bene: “Mi piace tutto ciò che in
compagnia rende felici tutti noi amici”. Avrebbe compiuto 27 anni il
13 maggio dello scorso anno e, invece, quel tragico 8 marzo Vincenzo
gettò l’intera comunità nella disperazione. La scoperta ieri
pomeriggio, fatta da un amico del giovane.
UN ULTRAS SIBERIANO Carmine Rinaldi era stato il capo della Granata
South Force, gruppo egemone della tifoseria salernitana negli anni '90.
Alla sua morte improvvisa, gli ultras hanno fatto riaprire il vecchio
stadio Vestuti e lo hanno celebrato con cori che hanno fatto il giro del
mondo su Youtube
Hanno urlato il suo nome in Curva Sud ma lui non c'era. Carmine Rinaldi,
detto Ciccio il Siberiano, non li ha sentiti i cori da stadio che la
retroguardia ultras degli anni '80 e '90 gli ha riservato dopo la sua
morte al Vestuti di Salerno, il vecchio stadio nel centro cittadino
riaperto appositamente per celebrarlo. Ma chi è l'ex capo della
tifoseria granata, morto d'infarto a 45 anni in uno stabilimento
balneare della costa salernitana, di cui da tempo si erano perse le
tracce e che ha smosso più di duemila persone giunte in curva come se
fosse uno di quei giorni d'oro degli anni Novanta? Salvatore Origlia,
del centro di coordinamento della Salernitana Club, lo conosce da quando
era ragazzo e parla di un personaggio carismatico, eccentrico, sopra le
righe, dal fisico poderoso, alto quasi due metri, capelli biondi, occhi
azzurro ghiaccio che di domenica allo stadio faceva mostra della sua
stazza con l'ormai famosa canotta bianca e rossa, con tanto di sponsor
in bella vista: caratteristiche fisiche che gli valsero il soprannome di
Siberiano.
Carmine Rinaldi è conosciuto negli ambienti delle tifoserie di tutta
Italia come leader di uno storico gruppo, Granata South Force, che a
metà degli anni Novanta raccolse iscritti da ogni parte della penisola e
non solo. Migliaia di messaggi sono stati postati da tifosi di tutto il
mondo (Romania, Ungheria, Spagna, Scozia, Cina, Francia) ai video
pubblicati su Youtube che ricordano il Siberiano come capo fila di un
fanatismo calcistico che continua ancora oggi allo stadio Arechi ma in
tono minore, anche perché la Salernitana è abbondantemente ultima in
serie B e in piena crisi. I video hanno registrato oltre ottantamila
contatti. Si vede la sua bara portata in spalla sotto gli occhi di
migliaia di animi eccitati e di un'infuocata Curva Sud. Per l'altissimo
numero di visitatori un video in particolare è comparso nella home page
del sito, accanto a quelli di Raimondo Vianello. E così il Siberiano è
già in odore di leggenda, lui che è la radice di uno sport che nel
capoluogo campano viene trattato come una questione di stato e forse,
prima ancora della cronaca, tra gli argomenti preferiti dei mezzi
d'informazione locale che dedicano quotidianamente alla Salernitana
trasmissioni televisive, speciali su calcio mercato, dirette minuto per
minuto di partite disputate in casa e fuori casa.
Un sistema che vede protagonista anche la politica. I conti in rosso
della società granata toccano anche il sindaco della città Vincenzo De
Luca, che solo pochi giorni fa, sull'ipotesi di un cambio societario,
dichiarava: «Siamo aperti agli incontri ma non a chi viene a Salerno per
speculare. Abbiamo bisogno di gente che venga per conseguire obiettivi
importanti e che abbia la forza economica per conseguirli». Ma la
scomparsa del Siberiano ha catalizzato l'attenzione di tutti anche della
squadra che, nell'ultima partita contro il Grosseto, ha ottenuto di
giocare col lutto al braccio.
Ma cosa può piegare l'irruenza di un ultras che, seppure dal cuore
tenero come viene descritto Rinaldi, ne ha prese di manganellate dai
celerini e non si è sottratto alle mischie? Un lutto improvviso: la
scomparsa della madre che lo ha allontanato dal club e dallo stadio. Ma
prima ancora avevano forse inciso altri due episodi: l'irruzione, nel
1999, di una parte di tifosi nell'ufficio dell'allora presidente della
società Aniello Aliberti, fatto che costrinse il patron a fare dietro
front sulla sostituzione dell'allenatore Delio Rossi (anche se Rinaldi
in quell'occasione non era presente), fino ad arrivare al rogo del treno
pieno di ultras salernitani di ritorno dalla gara col Piacenza nel
maggio dello stesso anno. Nell'incidente morirono carbonizzati quattro
ragazzi. Non si trattava più solo di ideare suggestive e gigantesche
coreografie, le stesse che il tifo di serie A avrebbe preso a modello e
copiato. Ma di fare i conti con la brutta piega che stava investendo il
calcio nostrano.
«La curva è il simbolo degli ultras contro altri ultras», spiega il
regista Fabio Bastianello, autore del film "Secondo Tempo", fatto tutto
di scene riprese dalla vita reale di un gruppo di tifosi. «Perché la
curva è un mondo a parte, dove non esiste un ceto sociale, dove trovi il
direttore di banca, l'operaio, il tranviere, lo studente, che si
adattano ad un codice loro e dove tutti si trovano allo stesso livello.
Sono tanto violenti quanto capaci di amare».
Ma chi era oggi Carmine Rinaldi? Far emergere il profilo umano di un ex
capo ultras non è semplicissimo. «Lui ha coperto per tanti anni la curva
e ora la curva copre lui», dice un amico che preferisce non dire il suo
nome. Di lui rimane la figura di una persona libera, di un ultras dentro
e fuori lo stadio ma anche di un uomo le cui celebrazioni post mortem
fanno a cazzotti con la vita sommessa e riservata dei suoi ultimi anni.
Dopo aver cambiato molti lavori, dopo la separazione dalla moglie, le
incomprensioni in famiglia, Carmine Rinaldi era riuscito a trovare
lavoro come bagnino in un lido nel quartiere Mercatello e si era ben
integrato. Per la sua scomparsa gli sono stati dedicati titoli,
articoli, foto ma in realtà la maggioranza dei giornalisti sportivi
locali se l'erano dimenticato. «Tre giorni prima che morisse - ci
racconta il direttore di un'emittente privata salernitana - un suo amico
mi aveva suggerito il suo profilo su facebook ma non ho fatto in tempo
ad accettarlo. Neanche lo avevo riconosciuto dal nome di battesimo, il
suo aspetto fisico è cambiato tantissimo. Poi quando si è diffusa la
notizia ho ricollegato tutto».
Il Siberiano ha inserito una sua foto di capo ultras sul social forum,
concedendosi un ultimo, piccolo momento di notorietà. Almeno la sua
morte sarà stata utile a fissare un attimo di distensione tra le
tifoserie: da Bari a Catanzaro, da Roma a Milano fino alla vicina e
storica contrapposizione con la città di Cava de Tirreni il sentimento
umano ha fatto posto a ogni ferreo codice ultras.
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Scambio & Cerco
Un articolo di Matteo dedicato al Siberiano
Da tutta l’Europa ancora cordoglio per
Carminuccio
Ennesima domenica pallonara
senza Carminuccio il Siberiano ed ennesima giornata ricca di
attestati di stima da tutti i gruppi ultras. Oltre allo
striscione esposto dai tifosi del Milan al Barbera di Palermo
stanno arrivando anche quelli di numerosi gruppi ultras europei.
Il Siberiano, anche se non
conosciuto di persona, era una delle più grandi icone ultras
italiane e così attraverso youtube, stanno arrivando ai tifosi
della Salernitana le condoglianze da decine di gruppi ultras del
Vecchio Continente. Tra i commenti dei filmati dedicati al
Siberiano, soprattutto quelli durante la funzione allo stadio
Vestuti, si leggono di seguito i commenti di cordoglio di questi
gruppi: Romania best-hooligans-Bacau, Werder Bremen, Rot-weiss
essen 1907 Germany, ultras Rapid Bucharest romania,
Universitatea Cluj Napoca Romania, Belgrade Boys Red Star
Serbia, uta arad. Romania, Russia, Politehnica iasi Romania,
Amunt Valencia cf, Volyn Lutsk. Ukraine, Politehnica Timisoara,
Steaua Bucarest, Kosice/Slovakia, Greez from Vienna, diabos 1982
ultras s.l. Benfica, ultras Guimaraes 1922 Portugal, nn sl
Benfica, Benfica supporter no name boys 1992, Furia Azul ultras
Belenenses Portugal, ultras Grenoble red kaos 1994, ultras
Porto, super Dragões 86, Club Africain Tunisia, ultras jokers
Bejaia Algeria.
Nuove iniziative Insomma non si spegne l’eco per la morte del
grande ultras Carmine Rinaldi. Sono infatti allo studio della
tifoseria granata nuove iniziative per ricordarlo. Probabile che
in estate venga organizzato un torneo di calcio dedicato al
Siberiano. Ma non finisce qui. Anche in questi giorni gli ultras
si stanno muovendo, anche per non lasciare sola la piccola
figlia di Carmine Rinaldi.
23-04-10
Ancora un di coreografie
Un pò di amarcord con la tifoseria dell'
Hellas
Verona
21-04-10
Scusate il ritardo negli aggiornamenti....iniziamo
La
coreografia della tifoseria del
Bologna nella gara contro la Samp
Alcune
foto della tifoseria del
Cagliari inviate da Mr. Basettone
Mondiali in Sud Africa, Renzo Bossi non
tiferà Italia
"No, non tifo Italia". Renzo Bossi, figlio di
Umberto non tiferà per la nazionale di calcio di Marcello Lippi
ai prossimi Mondiali in Sudafrica. Renzo, 22 anni, primogenito
della maestra elementare Manuela Marrone e del leader della Lega
lo ha confessato in una intervista a Vanity Fair, in edicola da
domani. Non si sente italiano? Chiede il magazine. "Bisogna
intendersi su che cosa significa essere italiano. Il tricolore,
per me, identifica un sentimento di cinquant'anni fa". Conosce
l'Italia meridionale? "Mai sceso a Sud di Roma".
''Sono rammaricato che la trota dichiari di non
essere mai stata a sud di Roma: gli manca la consapevolezza
essenziale del verso che il grande Totò faceva in simili casi:
una lunghissima pernacchia. Questa è la risposta a tutti coloro
che non tiferanno per l'Italia''. Lo ha dichiarato Francesco
D'Onofrio, dirigente della Costituente di Centro dell'Udc,
interpellato sulle dichiarazioni di Renzo Bossi che ha affermato
che non tiferà per l'Italia ai mondiali. E in merito al fatto
che Renzo Bossi non è mai stato a sud di Roma, D'Onofrio
aggiunge: "Non sa cosa si perde".
15-04-10
Grazie
a Claudio costruita la sezione dedicata alla tifoserie del
Legnano
Un nuovo annuncio di Valentino nella sezione
Scambio & Cerco
Ancora
da Matteo
I presenti
Tifoserie da tutt’Italia per
l’omaggio a Carmine
Soltanto chi negli anni è riuscito ad
essere un punto di riferimento del tifo non solo a Salerno ma in tutta
Italia poteva richiamare esponenti di tifoserie amiche e
tradizionalmente avverse a quella della Salernitana. Il siberiano è
riuscito anche in questo perché ieri, sia al Vestuti che in chiesa erano
presenti tanti rappresentanti di tifoserie amiche e avversarie I tifosi
del Monopoli hanno piazzato anche uno stendardo all’interno dello stadio
Vestuti ed hanno assistito alla cerimonia funebre. Sono arrivati da
Bari, Reggio Calabria, Caserta, Castellammare di Stabia, Nocera, Pagani,
Avellino, Napoli e Cava de’ Tirreni tanti tifosi che negli anni hanno
conosciuto Carmine il siberiano e tante volte si sono anche ”scontrati”
con lealtà su tutti i campi, dalla serie A alla C. Monopoli, Reggio
Calabria e Bari sono le tifoserie con le quali la Salernitana è da
sempre gemellata ma molti messaggi sono arrivati via internet anche da
Genova, Roma, Cosenza, Barletta, Cagliari e Bologna: «Solo lui poteva
unire tutta questa gente» dice Antonio Sirico, grande amico di Carmine.
In rappresentanza della Salernitana c’era il responsabile del settore
Giovanile Gaetano Zeoli con quattro ragazzi del vivaio posizionati agli
angoli della bara. Tra i calciatori erano presenti il capitano della
Salernitana Luca Fusco con il fratello Enzo ed il centrocampista
Salvatore Russo. Non è passata inosservata, inoltre, la presenza di Ciro
De Cesare che ha assistito al rito funebre quasi vicino al feretro. In
massa la vecchia guardia del tifo a partire da Salvatore Orilia,
Maurizio Tagliaferri, Enzo Cartone, Tonino Rinaldi detto ”cioccolata”,
Enzo Masto ”boccino”, Tonino Delle Chiaie ”coniglietto” e Raffaele Russo
”il vichingo”, Fiore Cipolletta e tanti altri. Presenti i supporters dei
Fedelissimi e della ”Nuova Guardia” e di tutti i gruppi ultras della
città.
Muore «il Siberiano»: una delle ultime
leggende del tifo storico salernitano
È stato colto da infarto mentre
lavorava con un collega all'interno del lido «Nuovo Mercatello». Aveva
46 anni
SALERNO - In un anno fallimentare per
il calcio salernitano, la tifoseria perde una delle sue colonne
storiche. Carmine Rinaldi, alias «il Siberiano» è venuto a mancare
all'età di 46 anni mentre si trovava all'interno dello stabilimento
balneare «Il Nuovo Mercatello». Con un amico stava lavorando sulle
strutture interne del lido salernitano quando all'improvviso si è
accasciato al suolo. Sul posto sono intervenuti gli operatori dell'Humanitas
che hanno provato a rianimarlo disperatamente. Ogni tentativo, però,
è risultato vano, il suo cuore aveva smesso di battere. Il corpo de
«Il Siberiano» è stato trasportato all'obitorio dell'ospedale di San
Leonardo. In tanti si sono precipitati a porgergli l'ultimo saluto
appena appresa la notizia.
Carmine
era una leggenda del vero tifo salernitano. Fisico da
granatiere, biondo, occhi azzurri, era chiamato da tutta la città
sportiva «Il Siberiano» perchè allo stadio era solito presentarsi
ogni domenica con la sua maglietta numero 15 a maniche corte
(sponsor Antonio Amato) con qualsiasi temperatura. È stato tra i
fondatori del club Gsf (Granata South Force). Coadiuvato dai suoi
amici inseparabili in curva e fuori, Toni Gioia e Ciccio Rocco, ha
disegnato pagine indelebile della storia della Salernitana. Un
esempio per tutto il resto della tifoseria che ammirava la sua fede
incondizionata alla casacca. Questo pomeriggio ai funerali che si
svolgeranno presso la chiesa Santa Maria a Mare di Mercatello,
saranno presenti anche delegazioni delle tifoserie gemellate di
Bari, Reggio, Monopoli e Brescia. Prima del rito funebre il feretro
del 46enne sarà portato al vecchio stadio comunale «Vestuti», la sua
seconda casa. Ad accoglierlo ci saranno migliaia di tifosi della
Salernitana che riunitisi su siti e blog ultras, si sono dati
appuntamento con sciarpa e maglia granata nel vecchio impianto di
piazza Casalbore.
L'ANGOLO DEI RICORDI - I forum dei tifosi della Salernitana,
intanto, sono inondati di messaggi di ringraziamento rivolti al
compianto Carmine Rinaldi. Scrive Alessandro_LXXI: «Sono d'accordo
che per alcuni di voi è solo una leggenda, per altri come me è stato
il vero ed unico esempio da seguire nella nostra crescita di curva.
Mi ricordo un Casertana Salernitana, io ero piccolo, roba di 12-13
anni, e stavo in tribuna con papà. Da lontano si videro i casertani
caricare, Carmine fu lasciato solo a difendere lo striscione Gsf,
erano almeno una decina ma non riuscirono a toglierglielo. Dopo
arrivarono i rinforzi, ma per qualche minuto era uno contro dieci,
ma ne potevano essere pure 100. Quello striscione non sarebbe mai
stato tolto dalle sue mani». Granata forever: « Che dire, io lo
ricordo soprattutto in casa...quando si muoveva lui allora erano
guai. Impressionante quando nel '94, playoff con la Lodigiani in
casa, salì in un minuto sul palo dell'illuminazione lato
tribuna/curva sud per sganciare il bandierone con su
topolino....incredibile... Era sinonimo di ultrà». A loro fa eco
Lello 76: «In questi casi le parole servono a poco. Anche io l'ho
solo sentito nominare nei racconti di chi lo ha conosciuto ed ha
visto le sue gesta quando giocava la nostra Salernitana. Che la
terra gli sia lieve e riposi in pace». Scrive Granata da monza: «
Tu... il tuo mito...il colore dei tuoi occhi ...resteranno sempre
impressi nella mia mente». Gremio invece racconta: «Carmine è stato
per me e per la mia generazione un papà, quello che ti indica la
strada quando vede che la stai perdendo perchè lei la devi seguire
sempre, non si lascia mai da sola. Il ricordo più bello che ho di
Carmine erano le domeniche in curva: Ciccio con il megafono non era
capace di arrivare al tono di voce che aveva lui. Grande. Con la
morte del Siberiano e quella di qualche anno fa di Bruno Carmando
sono morti due pezzi della Salernitana di cui io mi sono
innamorato».
12-04-10
Livorno assediato dai tifosi
... durante il secondo tempo sugli
spalti del Livorno va in scena la contestazione, fra cori di insulto
alla squadra e lancio di petardi e fumogeni, che ancora inducono
Brighi a sospendere qualche minuto la gara. Poi, poco dopo la
mezz'ora, i tifosi che occupano la curva lasciano lo stadio in segno
di protesta.
DUE ORE SOTTO ASSEDIO — La protesta è però proseguita a gara
conclusa. Per due ore centinaia di tifosi hanno assediato giocatori
e dirigenti del Livorno all'esterno del Picchi. Il pomeriggio
infernale degli amaranto si è concluso soltanto verso le 19 quando i
giocatori sono riusciti ad abbandonare lo stadio attraverso
un'uscita secondaria. Nel frattempo il pullman della squadra era
stato fatto bersaglio di una sassaiola mentre era parcheggiato
davanti all'ingresso principale. Inutile anche il tentativo di
mediazione per riportare la calma fatto dai dirigenti Claudio
Garzelli, Nelso Ricci ed Elio Signorelli che hanno avuto un breve
confronto con gli ultrà toscani. Le forze dell'ordine hanno vigilato
affinchè la situazione non peggiorasse fino alla decisione finale di
spostare il pullman creando un diversivo. I tifosi infatti hanno
provato a seguire il mezzo ma così facendo si sono trovati le vie
d'accesso sbarrate da polizia e carabinieri. Il pullman ha potuto
quindi far salire la squadra e ha raggiunto, ben scortato, il centro
Coni di Tirrenia.
Fonte: www.gazzetta.it
SAMPDORIA-GENOA: SCONTRI TRA TIFOSI
FUORI DA STADIO
Scontro tra tifosi di Genoa e Samp
fuori dallo stadio Galileo Ferraris prima del derby della Lanterna.
L'intervento della polizia ha riportato la situazione alla calma.
Secondo quanto ricostruito in questura un centinaio di tifosi
rossoblù, molti col volto travisato da caschi e alcuni armati di
bastoni, da corso Sardegna hanno imboccato corso De Stefanis,
sconfinando nella zona dei doriani, cercando lo scontro, al quale
hanno risposto gli ultras blucerchiati. Sul posto è subito
intervenuta la polizia, riuscendo a disperdere i tifosi dopo un paio
di cariche e aver lanciato dei lacrimogeni. Tre poliziotti sono
comunque stati trasferiti in codice verde al pronto soccorso
dell'ospedale San Martino dalle ambulanze del 118, dopo gli scontri.
Secondo quanto si è appreso uno è stato ferito al volto, un'altro ad
un piede, ma si tratterebbe di lesioni lievi.
VERONA-PESCARA: INCIDENTI AL TERMINE,
FERITI 4 TIFOSI
Nel tentativo di sfondare il cordone
schierato dalle forze dell'ordine al termine dell'incontro di prima
divisione Lega Pro Verona-Pescara per raggiungere la tifoseria
gialloblù, alcuni tifosi abruzzesi sono venuti in contatto con gli
agenti. Quattro pescaresi sono rimasti leggermente feriti alla
testa. Per due di essi, curati sulle ambulanze della Croce Verde di
Verona presenti all'esterno dello stadio Bentegodi, era stato
chiesto il trasferimento al pronto soccorso dell'ospedale di Borgo
Trento ma, da quanto si è appreso, avrebbero rifiutato risalendo sul
pullman con il quale erano giunti a Verona.
09-04-10
Un ringraziamento a Carim per le foto della
tifoseria belga dell'Anderlecht
e la foto degli Mouvers Army nella sez.
Dietro lo striscione
Un po di
O.M. grazie
a Pascal e di
Genoa grazie ad Annamaria
08-04-10
Tre nuovi annunci di Piero,
Paolo e Alex nella sezione
Scambio & Cerco
06-04-10
Un nuovo annuncio di
Mr. Basettone nella sezione
Scambio & Cerco
Inserito il Tatuaggio di Tania (Rimini) nella sez.
Tattoo
poi
un consiglio di Francesco
Mi piacerebbe proporre la mia coreografia come novità
sulle tribune ... ma non riesco a contattare nessuno che
organizzi e quindi scambiare due parole per spiegare la mia soluzione
..se voi siete in contatto con qualcuno dei club che organizza le
coreografie .. sarei disposto per eventuale delucidazione.
grazie anticipatamente .... Francesco Caponnetto ...
Due nuovi annunci di Piero e Er_los nella
sezione
Scambio & Cerco
Comunicato Curva Nord
Pisa
Migliaia di firme raccolte, proteste, iniziative,
incontri con Società AC Pisa 1909 e Sindaco: tutto questo per fare entrare
bandiere e tamburi allo stadio alla luce del sole e tornare a un'Arena alla
vecchia maniera...
La risposta degli organi preposti all'"ordine pubblico" oggi è
stata sotto gli occhi di tutta la città: stadio blindato, camionette di
celerini in tenuta antisommossa a presidio dell'Arena, elicotteri,
perquisizioni a tappeto a chiunque, vecchi e giovani. Un esercito per
impedire alla tifoseria pisana di entrare nel suo stadio liberamente con
bandiere e tamburi. Da questo ennesimo divieto e sopruso è scaturita la
nostra decisione di rimanere fuori dallo stadio con i nostri colori, bandiere
e tamburi.
Abbiamo assistito a scene gravissime, assurde e inverosimili: addirittura
alla gente che voleva uscire dalla Nord per unirsi alla nostra protesta gli è
stato impedito con la forza ed è stata costretta a rimanere rinchiusa nella
Curva. Tutto ciò secondo noi sarebbe anche punibile legalmente, essendo, di
fatto, sequestro di persona. E' allucinante essere arrivati al punto di non
essere più liberi di uscire da uno stadio quando ci pare.
Anche la partita è iniziata con trenta minuti di ritardo a causa di tutto
ciò. Pisa - Chioggia doveva essere una festa, la partita dove la Curva Nord Maurizio
Alberti si sarebbe ripresentata con i suoi vessilli e colorata alla vecchia
maniera, ma ancora una volta la risposta è stata solo repressione. Pensiamo
anche a quanto è costato allo Stato italiano (e quindi a noi che paghiamo le
tasse) questa ridicola "caccia al tamburo". Reparti celere
antisommossa, camionette, elicotteri non sono certo venuti gratis, e tutto
questo per una partita di serie d dove neanche erano presenti i tifosi
ospiti, per un altro assurdo divieto. Siamo alla follia.
Quello che è accaduto non ci piegherà, ma anzi ci dà ancora più forza per
continuare a lottare contro questo decreto e contro la tolleranza zero
all'Arena Garibaldi
Curva Nord "Maurizio Alberti"
Tifoso della Roma
colpito da ultrà interista con mazza da baseball
La Roma gli aveva appena dato una delle più grandi soddisfazioni
della sua vita, e non vedeva l’ora di avere la sua rivincita con l’amico
interista.
Subito l’ha chiamato al telefonino, ma non si è accorto che la conversazione
veniva ascoltata dalle persone meno indicate: due ultras interisti già
sanzionati in passato per violenze.
È terminata in ospedale la serata di tifo calcistico di un giovane romanista
di Milano, brutalmente aggredito a mazzate da un ultras nerazzurro, sabato
sera in piazza Sant’Agostino, dopo aver visto in tv Roma-Inter.
Il ferito di 21 anni, residente a Milano, aveva appena terminato di vedere la
partita nel locale «The Old Fox Club», dove era stato allestito un
megaschermo.
Argentina
violenta. Rissa tra guardalinee
E'
accaduto in un match di serie C tra Lujan e Lamadrid. Uno dei due è finito
all'ospedale, l'altro - spalleggiato anche dall'arbitro - al commissariato
BUENOS
AIRES -
Non bastassero gli incidenti tra tifosi, praticamente all'ordine del giorno
nel calcio argentino, ora ci si mettono anche i direttori di gara a dare il
cattivo esempio. L'ultima è veramente clamorosa, e riguarda una rissa tra
guardalinee avvenuta nel corso di una gara del campionato di serie C. Alla
fine del primo tempo dell'incontro tra Lujan e Lamadrid, tra i due
guardalinee sono volati calci e pugni: Gaston Fernandez Landa è finito in
ospedale, Daniel Rebuscini al commissariato.
I FATTI - La lite è
scoppiata quando Fernandez Landa ha protestato per essere stato chiamato a
'coprire' la partita: "Non può essere, io dovrei fare altre cose, non
queste partite". Dichiarazioni poco gradite dagli altri assistenti
dell'arbitro, che hanno subito replicato con urla. Fernandez Landa ha quindi
lanciato una sedia, ricevendone in cambio un pugno in volto da Rebuscini.
ARBITRO 'DI PARTE' -
Trasportato in ospedale dalla polizia che si trovava in campo, Fernendez
Landa se l'è cavata con 3 punti di sutura, mentre Rebuscini è stato portato
in commissariato. A dare man forte a quest'ultimo è stato anche l'arbitro
Antonio Amato, che dovrà spiegare l'accaduto davanti ad un giudice
25-03-10
Due nuovi annunci di Gianluca e Nicola
nella sezione
Scambio & Cerco
Andiamo con un pò di coreografie
COMUNICATO UFFICIALE
CONGIUNTO ULTRAS JUVE
Domenica 28 marzo in occasione della gara Juventus –
Atalanta tutti gruppi ultras della Curva Sud e della Curva Nord diserteranno
lo stadio come forma di protesta verso proprietà, dirigenza e squadra.
Siamo tutti definitivamente stufi di questa dirigenza arrogante, presuntuosa,
incompetente e buona solo a far parole, non ne possiamo più di questa squadra
per gran parte formata da gente indegna di indossare la nostra gloriosa
Maglia, che non rispetta ed onora i Nostri colori e si permette di insultare
chi da sempre li sostiene.
Il vero patrimonio della Juve sono i suoi tifosi, vogliamo più rispetto,
questa dirigenza e questa squadra non meritano altro che uno stadio
completamente vuoto.
Per la buona riuscita dell’iniziativa è auspicabile l’apporto di tutti i
tifosi, la nostra sarà una protesta pacifica non costringeremo quindi nessuno
a stare fuori dallo stadio, ognuno sarà libero di prendere la decisione che
più riterrà opportuna ma invitiamo i tifosi di qualsiasi settore a non
entrare ad assistere alla partita e ad unirsi a noi durante tutti i 90 minuti
per manifestare tutti insieme il nostro dissenso verso chi ci sta facendo
vivere uno dei momenti più bassi della nostra gloriosa storia.
E’ arrivato il momento di cambiare pagina e tornare ad essere quello che
siamo sempre stati, mandiamo a casa chi ci ha ridotti così e dimostriamo al
mondo che, oggi più che mai, LA JUVE SIAMO SOLO NOI!!
Fonte:
Viking Juve
Verona, arrestato
tifoso per lancio di bomba carta
Un 22enne tifoso del Giulianova è stato arrestato ieri
sera dalla polizia allo stadio Bentegodi di Verona, nel corso dell'incontro
di calcio valevole per il Campionato nazionale di Lega Pro - prima divisione
disputato tra l'Hellas Verona ed il Giulianova. Il ragazzo, all'interno della
curva nord riservata ai tifosi ospiti, è stato notato dagli addetti al
servizio di video sorveglianza dell'impianto sportivo accendere lanciare una
bomba carta in direzione del bordo campo di gioco. Il giovane è stato poi
identificato tra i 73 tifosi ospiti giunti da Teramo: risultato avere a
carico diversi precedenti penali e già sottoposto in passato al Daspo, è
stato arrestato per possesso e lancio di materiale pericoloso. Giudicato
questa mattina per direttissima, il giudice ha disposto nei confronti del
giovane la misura cautelare in carcere, in attesa della prossima udienza
fissata per lunedì.
19-03-10
Francia, PSG: TIFOSO
MORTO: LUNEDI' STACCATO RESPIRATORE
Il tifoso del Paris Saint Germain, morto ieri notte per
le ferite subite nel pestaggio ad opera di un gruppo di supporter della sua
stessa squadra, si trovava in stato di morte cerebrale da venerdì, e lunedì i
medici hanno deciso di staccare la spina del respiratore artificiale che lo
teneva in vita. Lo rendono noto fonti vicine alla vittima, confermate da
dichiarazioni del personale medico. Cresce intento la preoccupazione per
possibili rappresaglie da parte del gruppo di tifosi a cui apparteneva la
vittima, che potrebbero scatenare una guerra interna tra le fazioni della
curva del Psg, spesso protagoniste di gesti di violenza nelle ultime
stagioni.
Fonte:
sport.repubblica.it
17-03-10
Due nuovi annunci di Luca e Giuga75 nella
sezione
Scambio & Cerco
16-03-10
Sciarpa anti Glazer,Il Manchester lo
licenzia
La proprietà dello
United ha rimosso dall'incarico due impiegati che durante la sfida con il
Milan hanno indossato la sciarpa giallo-verde, simbolo della contestazione
nei confronti della famiglia statunitense
LONDRA - La famiglia Glazer
vara il pugno duro: i proprietari del Manchester United, fortemente attaccati
dalla tifoseria dei Red Devils per la voragine di debiti creata, dopo
l'ordine di rimuovere dallo stadio ogni striscione ostile hanno anche
licenziato due dipendenti ....continua nel Blog
12-03-10
Tre nuovi annunci di Luca,
Dario e Stefano nella sezione
Scambio & Cerco
Imboscata prima della gara con il Cesena, aggrediti
ultras romagnoli
Scontri tra tifosi prima
di Salernitana- Cesena. Un gruppo di supporters romagnoli mentre stavano
consumando la colazione a sacco nei pressi del pulmino che li aveva portati a
Salerno, sono stati aggrediti da alcuni ultras della Salernitana. Gli scontri
sono durati alcuni minuti. Una vera e propria imboscata. Ad avere la peggio i
sostenitori del Cesena. All’arrivo delle forze dell’ordine i facinorosi si
sono dileguati facendo perdere le proprie tracce. La
Polizia, ad ogni modo, avrebbe già identificato qualche
teppista protagonista dell’aggressione.
fonte
: http://www.salernonotizie.it
Rissa tra tifosi,
carabinieri cercano persone coinvolte
Rissa sugli spalti ieri sera a Genova, in occasione di
una partita di calcio dilettantistico, con una trentina di tifosi fuggiti
all'arrivo dei carabinieri, due giovani rimasti feriti da spray urticante,
spranghe, bastoni e razzi trovati dai militari nelle vicinanze dello stadio.
Intorno alle 20 i carabinieri sono intervenuti nello stadio di via Ronchi a
Genova-Multedo, dove era in programma una partita di calcio dilettantistico,
tra le squadre delle societa' AS Taggia e San Giovanni Battista Croce Verde
Praese ed era stata segnalata una rissa tra tifosi. All'arrivo dei militari,
una trentina di persone sono fuggite.
Due tesserati, di 22 e 24 anni, colpiti al viso da spray urticante emesso da
persone sugli spalti, sono stati ricoverati all'ospedale di Sestri Ponente. I
carabinieri hanno trovato nel parcheggio vicino allo stadio spranghe di
plastica, bastoni e una decina di razzi bengala. Sono in corso gli
accertamenti per stabilire l'identita' delle persone coinvolte nella rissa.
La partita non e' stata giocata.
Fonte:
www.libero-news.it
LIVORNO-ROMA: DISORDINI, CINQUE FERITI TRA I TIFOSI
Cinque persone sono rimaste ferite lievemente a causa dei
disordini che si sono verificati oggi a Livorno prima e dopo la partita di
serie A Livorno-Roma tra le opposte tifoserie. Quattro romani e un livornese,
coinvolti in episodi diversi di contatto tra opposte tifoserie, sono stati
medicati al pronto soccorso dell'ospedale per contusioni e ferite di poco
conto. Dopo i disordini del mattino, anche nel pomeriggio, sia all'interno
dello stadio, che fuori dopo la partita, ci sono state alcune scaramucce. Le
forze dell'ordine impegnate nei servizi di ordine pubblico hanno evitato che
le frange più estreme delle due tifoserie - in totale erano circa 2.000 i
romanisti in trasferta - venissero a contatto. L'allarme è definitivamente
cessato in serata.
Fonte:
sport.repubblica.it
Atalantini: in 150 con
petardi e fumogeni al Tardini
Nonostante il divieto i tifosi bergamaschi
continuano ad arrivare fuori dallo stadio. Più di un centinaio si sono
riuniti sotto la curva sud.
"Questore apri il settore". E' questo lo slogan che almeno 150
tifosi dell'Atalanta stanno gridando in faccia ai poliziotti fuori dallo
stadio Tardini. Nonostante il divieto di trasferta, gli ultras di Bergamo
sono arrivati in città e si sono riuniti sotto la curva sud dietro un grande
striscione con su scritto "No al calcio moderno", lanciando qualche
fumogeno e grossi petardi.
A controllarli c'è un cordone di polizia presidiato da due cellulari, due gip
e decine di celerini. E' probabile che per evitare problemi di ordine
pubblico le forze dell'ordine alla fine facciano entrare gli atalantini allo
stadio.
I Boys del Parma hanno espresso solidarietà nei loro confronti con lo
striscione: "Più case chiuse, meno porte chiuse", esposto in curva
nord. Già in un loro comunicato avevano parlato di "ingiusto
divieto" nei confronti dei tifosi di Bergamo.
Fonte:
parma.repubblica.it
12-03-10
Due nuovi annunci di Ebbeh e
Vincent80 nella sezione
Scambio & Cerco
Lanciano: ad Andria
solo con la tessera
Ancora una volta una decisione insensata che penalizza la
tifoseria rossonera: in occasione dell’incontro di calcio tra Andra e Virtus
in programma lunedì sera, che sarà trasmesso in diretta dalla Rai, si potrà
accedere allo stadio solo con la cosiddetta tessera del tifoso. In questo
modo non potrà vedere la partita dal vivo chi non ha voluto o non ha potuto
sottoscrivere quella che in realtà è una carta di credito prepagata.
Nonostante la gara non presenti alcun pericolo di ordine pubblico, visto che
le due tifoserie sono legate da un solido gemellaggio rinnovato nella gara di
andata, il prefetto di Bari, secondo quanto comunicato dal club rossonero, ha
stabilito che i biglietti per Andria-Virtus potranno essere venduti solo a
chi risiede nella provincia e ai possessori della tessera del tifoso.
ORA BASTA!
Nel giorno che precede la sfida di Coppa Campioni Manchester vs Milan e per
la quale tutti i tifosi rossoneri sperano nell’impresa all’Old Trafford, c’è
una grande parte di tifosi rossoneri che non ne può più della gestione
attuale della Curva Sud.
Il dopo-Fossa dei Leoni è stato traumatico per tutti (tranne per i pochi che
pensavano di guadagnarci) con la Curva in declino, spesso mezza vuota.
Coreografie disastrose, presenza in trasferta ridotta all’osso, ma
soprattutto una gestione della Sud che sta rovinando quanto di buono era
stato fatto da parte degli ultras che hanno fatto la storia della Curva:
- dal lontano 1968 gli striscioni della Sud hanno sempre avuto un loro stile
chiaro e preciso; da quando sono in mano ai "nuovi" sono stati cambiati,
stravolgendone completamente il carattere e lo stile che gli si era dato
negli anni scorsi;
- non si riesce ad intuire che tipo di rapporti i "nuovi"
intrattengano con la società: ad agosto, dopo la partenza di Kakà, striscioni
contro Berlusconi; un mese dopo striscioni “Avanti Silvio”…..a cosa è dovuto
questo improvvi$o cambio di rotta?
- sono riusciti a spostare il ritrovo degli ultras rossoneri dallo storico
baretto ad un posto senza senso (davanti ad una farmacia) nè storia;
- tutti sapevano che tra Paolo Maldini e la Curva non ci fosse un rapporto di
amore, ma una figura come quella rimediata davanti a tutto il mondo non se lo
sarebbe mai aspettata nessuno. Se c’era qualche sassolino da togliersi dalle
scarpe, si sarebbe potuto scegliere sicuramente un altro momento;
- veniamo ora all’amicizia con i Viking della Juve: qual'è il senso della sua
esistenza? Per quale recondito motivo si concede ad alcuni di loro di
insediarsi nella nostra Curva? FUORI I GOBBI DALLA SUD!.
Se il Signor Lombardi è amico loro e vuole condividere gli affari, che se ne
torni a Torino;
- il film l’Ultimo Ultras (girato con i loro amici Viking) è la classica
goccia che ha fatto traboccare il vaso. Già gli striscioni di settembre “tutti
al cinema” parevano ridicoli per un gruppo che si definisce “ultras”. Il
film poi, per i pochi che l’hanno visto, è - crediamo - il peggio del peggio
che si potesse girare; forse persino peggio del film girato dagli ultras
romanisti anni fa (“siete solo ultrà da cinecittà” fu lo striscione
dedicato ai romanisti all’epoca);
STATE ROVINANDO LA
STORIA DI UNA CURVA! FUORI I PAPPONI, GLI AFFARISTI, GLI
ATTORI ED I GOBBI DALLA SUD!!!
VECCHI ULTRAS
07-03-10
Grazie a Tony inserite nuove foto dedicate alla
tifoseria del Catanzaro
04-03-10
Tre nuovi annunci di Ivano, Alessio e Gio nella sezione
Scambio & Cerco
26-02-10
Tre nuovi annunci di Francesco,
Alfonso e Gattinoleone nella sezione
Scambio & Cerco
Roma -
Panathinaikos
Atl Madrid -
Galatasaray
Fenerbahce -
Lille
Olympiacos -
Bordeaux
Inter - Chelsea
23-02-10
Tre nuovi annunci di Roberto e
MR nella sezione
Scambio & Cerco
UN MORTO E 4 FERITI
DOPO DERBY SAN PAOLO
Ennesimo tragico epilogo per il derby di San Paolo fra la
squadra che porta il nome della città ed il Palmeiras del nuovo allenatore
Antonio Carlos Zago, impostosi per 2-0. Incidenti si sono verificati,
infatti, in una stazione di rifornimento nel municipio di Jundaì ad una
sessantina di chilometri dalla metropoli paulista. Secondo la dinamica
ricostruita dalle forze dell'ordine, due autobus che trasportavano
sostenitori del San Paolo si sono fermati per fare benzina. Ma nello stesso
posto si trovavano in quel momento anche due bus carichi e due 'Van' carichi
di sostenitori del Palmeiras, appartenenti ai gruppi Ultras della 'Macchia
Verde'.
Supporter dell'una e dell'altra squadra sono scesi dai mezzi e hanno
cominciato ad affrontarsi armati di bastoni, pietre e spranghe di ferro. Ad
un certo punto sono comparse anche armi da fuoco, ed una persona è stata
uccisa, ed altre quattro ferite (una è in gravi condizioni) dai colpi
sparati. Ora si indaga sull'accaduto.
I cani lupo di Firenze E le trasferte off limits
A volte bastano quattro cani lupi davanti ai tornelli:
così è successo domenica a Firenze, prima di Fiorentina-Livorno. I cani lupo
sono addestrati a scoprire droghe ed espolsivi: è stata sufficiente la loro
presenza per dissuadere qualche ultrà a presentarsi allo stadio Franchi con
fumogeni, petardi, bombe carta o petardi, tutta roba vietata non da oggi ma
da anni ormai, o con in tasca qualche grammo di hashish. Questa è stata la
risposta chiara del questore fiorentino, Francesco Tagliente, alle
'pressioni' del capo della polizia, Antonio Manganelli. Dopo gli incidenti
delle ultime giornate, e soprattutto di Juventus-Genoa, Manganelli aveva
convocato una riunione d'urgenza del Casms, comitato analisi del Viminale.
Non sono state decise grandi misure, ma è stato dato un segnale chiaro a
tutte le questure, richiamate ad una maggiore attenzione. A Torino, e altre
parti, era necessario d'altronde perché negli ultimi tempi c'era stato un
calo di tensione e negli stadi era successo (quasi) di tutto. A Firenze, no.
Perché Firenze ha fatto da laboratorio, tanto da essere elogiata dagli stessi
sindacati di polizia. Dialogo coi tifosi, cosa che altrove raramente succede,
ma anche pugno duro, durissimo, con chi sgarra. Risultato: 13 denunce (e
qualcuno ha avuto anche cinque anni di Daspo) in occasione di
Fiorentina-Roma. A Firenze stanno tornando le famiglie negli stadi, si vedono
i bambini. Molto sovente la polizia sta fuori, anche se i poteri degli
steward sono ancora limitati, e si chiede un intervento legislativo. Il
problema è che non esiste un sistema omogeneo di gestione, e gli interventi
sporadici servono a poco. Il ministro Maroni aveva promesso un tavolo di
lavoro con i club e i massimi dirigenti sportivi: ma per ora non si è mosso
nulla. Aveva promesso la messa a punto del progetto tessera del tifoso ma la commissione
Viminale-Lega Calcio non si è mai riunita. Perché? Non
bastano quattro cani a Firenze quando in altri stadi entra di tutto e succede
di tutto. Va ridiscusso tutto il sistema-sicurezza, così non può funìzionare:
basta forse chiudere le trasferte? Sinora ben 12 tifoserie, su venti, hanno
avuto dei blocchi: le più penalizzate sono quelle di Atalanta, Napoli, Roma,
Genoa, Catania. Si sono persi migliaia di spettatori. I dirigenti di Atalanta
e Bologna si sono lamentati: ma cosa fanno i club? Si interessano forse dei
loro tifosi? In Lega Pro hanno adottato la tessera del tifoso, in serie A e B
moltissime società fanno ancora resistenza. Non c'è dialogo col Viminale,
anche se Maroni è un tifosissimo di calcio (del Milan, per essere più
precisi). Ma così si va avanti con provvedimenti-tampone, e i tifosi perbene,
costretti ad incredibili slalom per acquistare i biglietti, hanno ragione a
lamentarsi.
Quattro nuovi annunci di
Stefano, Oldiron, Kim e Giovanni nella sezione
Scambio & Cerco
RIUNIONE CASMS: BANDITI STRISCIONI E PETARDI
Stop all'ingresso negli stadi di striscioni non
autorizzati e petardi. Dopo gli incidenti di ieri a Torino in Juventus-Genoa
il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive
ha usato il pugno di ferro nel corso della riunione straordinaria di oggi,
presieduta dal capo della polizia Antonio Manganelli. Dall'inizio
della stagione sono stati già emessi oltre 900 provvedimenti di Daspo, il
divieto di ingresso allo stadio per chi si è reso protagonista di episodi di
violenza
Fonte: calciomercato.it
Pisa: raccolta firme
contro le restrizioni allo stadio
Ieri all'Arena Garibaldi si è svolta una raccolta di
firme contro la tolleranza zero verso tamburi, megafoni e bandiere. I
banchetti per questa
raccolta erano posti davanti alle entrate di tribuna, curva e gradinata.
L'iniziativa intende fare emergere qual è il sentimento popolare della città
riguardo a queste ferree restrizioni e ha l'obiettivo di far capire che uno
stadio colorato di bandiere, tamburi e megafoni, oltre a non nuocere ad
alcuno, piace a tutti e non solo ad una parte ristretta della tifoseria. Con
le firme che pensiamo di raccogliere programmeremo ulteriori iniziative, che
spiegheremo dettagliatamente in comunicati successivi a questo.
Curva Nord "Maurizio Alberti"
Confermato Daspo per ultras reggini arrestati
E' stato convalidato il provvedimento di divieto di
accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (Daspo), emesso
l'8 febbraio scorso dal Questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, nei
confronti dei sei ultras reggini arrestati la sera dello scorso 7 febbraio
per i gravi episodi di violenza verificatisi in Piazza della Pace di Reggio
Calabria.
SIENA: DASPO PER DUE TIFOSI DOPO SIENA-SAMPDORIA
Il Questore di Siena, Giancarlo Benedetti, ha disposto il
Divieto di Accesso ai Luoghi dove si Svolgono le Manifestazioni Sportive per
il periodo di tre anni nei confronti di due ultrà bianconeri, rispettivamente
di 40 e 25 anni. I due tifosi senesi sono stati riconosciuti dalla Digos e
denunciati per aver preso parte agli episodi di danneggiamento avvenuti
domenica scorsa nella curva Robur, dove era stato appiccato il fuoco ad uno
striscione ed alcuni seggiolini nel finale della partita tra Siena e
Sampdoria di domenica 7 febbraio.
Fonte:
sport.repubblica.it
11-02-10
Due nuovi annunci di Massimo e
Giunga nella sezione
Scambio & Cerco
08-02-10
Tragedia a
Stoke muore un tifoso
Spirato ieri mattina un
fan del Blackburn, trovato ferito durante la gara
LONDRA - E' stato arrestato un uomo di 25 anni, originario
di Preston, in seguito alla morte di un tifoso del Blackburn, avvenuto nelle
prime ore della mattina di domenica. La vittima, John Steven Taylor, era stato
trovato privo di sensi nel settore ospiti dello stadio Britannia, all'inizio
del secondo tempo della partita tra Stoke City e Blackburn. Ancora non chiara
la dinamica dei fatti, così come le responsabilità. Anche se secondo i primi
esami autoptici.....
continua...>>
SCONTRI UDINESE-NAPOLI:
OTTO GLI ARRESTI
Otto tifosi napoletani, dei dieci fermati nel pomeriggio
dopo gli scontri allo stadio Friuli prima della partita Udinese-Napoli, sono
stati arrestati in serata dalla Squadra mobile della Questura di Udine. Si
tratta di giovani di età compresa tra i 20 e i 25 anni. Le ipotesi di reato
vanno dal possesso di droga, di bastoni e spranghe alle lesioni aggravate.
Fonte:
sport.repubblica.it
Fiorentina-Roma:
arrestati quattro tifosi viola e uno giallorosso
Prima dell'inizio della partita Fiorentina-Roma alcuni
tifosi della squadra viola hanno lanciato sassi contro i mezzi che scortavano
il pullman della formazione viola, rompendo i vetri di una camionetta dei
carabinieri. Sempre prima dell'inizio del match, alcuni tifosi romanisti
hanno infranto i vetri di alcuni bus-navetta messi a disposizione
dall'azienda fiorentina di trasporto pubblico. Alcune di queste persone, 4
fiorentini ed un romanista secondo quanto precisato dalle forze dell'ordine,
sono stati arrestati e saranno sottoposti a daspo.
Fonte: www.gazzetta.it
RISSA IN STADIO VICENZA
TRA TIFOSI REGGINA
Gli agenti della Questura di Vicenza sono dovuti intervenire
oggi pomeriggio, prima dell'inizio di Vicenza-Reggina, all'interno della
gradinata nord, occupata dai tifosi ospiti, per sedare un inizio di rissa tra
sostenitori della stessa squadra. L'intervento delle forze dell'ordine è
stato tempestivo e ha evitato che qualcuno potesse ferirsi. Ora verranno
vagliate le immagini della sicurezza che potrebbero portare anche a qualche
denuncia. Sull'episodio indagano anche la Digos di Vicenza e di Reggio
Calabria. Altri episodi simili si erano verificati già nelle settimane
scorse, dopo che i gruppi ultras della Reggina si erano divisi.
07-02-10
STOKE CITY, MUORE
TIFOSO PER INCIDENTI ALLO STADIO
Torna l'incubo violenza negli stadi inglesi. Ieri
infatti è morto un tifoso dello Stoke
City mentre assisteva alla gara interna contro il Blackburn Rovers. Il trentenne era
stata soccorso già in fin di vita per un arresto cardiaco e ferite alla
testa, in seguito all'aggressione
di un gruppo di tifosi ospiti. Un venticinquenne è stato fermato dalla polizia.
Tre
nuovi annunci di Max, Giuga e Freedom4ultras nella sezione
Scambio & Cerco
Bellamy: lo United rischia sanzioni. Il
giocatore del City colpito da un accendino tirato dai tifosi
(ANSA) - LONDRA, 28 GEN - Il Manchester
United rischia dure sanzioni dopo che ieri sera Bellamy, del City, e' stato
colpito da un accendino scagliato dalle tribune. All'Old Trafford si giocava
il derby di Carling Cup, che lo United si e' aggiudicato ottenendo cosi' la
qualificazione alla finale. Ma ora dovra' fare i conti con l'inchiesta della
Fa che ha chiesto i filmati sull'episodio. Bellamy e' stato colpito da un
accendino mentre battere un angolo e almeno altre tre bottiglie lo hanno
sfiorato una volta a terra.
25-01-10
Luca
ci manda il link del suo piccolo sito sulle maglie del Catanzaro
Bologna-Bari; tensione
fra tifosi, un ferito lieve
E' stato accompagnato da qualche tensione il prepartita
fra Bologna e Bari, allo stadio Dall'Ara di Bologna. A poche centinaia di
metri dallo stadio, un gruppo di tifosi baresi e' entrato in contatto con
alcuni sostenitori del Bologna, uno dei quali e' rimasto leggermente ferito
alla testa. Qualche momento di tensione anche all'entrata dello stadio, fra
le forze dell'ordine e i circa 5mila sostenitori del Bari: un gruppo ha
infatti cercato di varcare i cancelli senza biglietto e questo ha reso
necessario l'intervento della polizia.
Fonte:
www.ansa.it
21-01-10
Due nuovi annunci di Luca e
Cristian nella sezione
Scambio & Cerco
19-01-10
Mostra il sedere, 2
anni Daspo
Daspo di 2 anni per un tifoso del Bologna dal settore
ospiti del Franchi si e' abbassato i pantaloni mostrando il sedere. L'uomo e'
stato identificato grazie alle telecamere a circuito chiuso installate nello
stadio. Nella partita Roma-Genoa, dalla curva sud della tifoseria romanista
e' stata lanciata una bomba carta che e' esplosa nelle adiacenze del campo.
Individuato il responsabile, un giovane di 25 anni.
Fonte:
www.ansa.it
COMO: DASPO A 2 TIFOSI
PER INCIDENTI CONTRO IL MONZA
La questura di Como ha emesso due 'daspo' nei confronti
di altrettanti tifosi del Calcio Como, ai quali è stato proibito di
frequentare gli stadi per un periodo di tre e cinque anni. I provvedimenti
sono stati notificati nel fine settimana e si riferiscono a quanto accaduto
mercoledì scorso nei minuti finali di Como-Monza, recupero del campionato di
Prima Divisione. Quello più grave è stato inflitto a un ventunenne che aveva
lanciato una bottiglia in faccia a un tifoso avversario, mentre l'altro
tifoso - 35 anni - aveva invaso il campo nel movimentato dopopartita, quando
il Monza aveva pareggiato dopo otto minuti di recupero. I legali dei due
tifosi hanno presentato ricorso contro i provvedimenti.
Larepubblica.it
AGGUATO degli ultrà blucerchiati a due giocatori!
La Sampdoria sembra aver smarrito del tutto la verve di
inizio stagione. Contro il Catania è arrivato un deludente pareggio che non
ha contribuito ad alzare il morale di un ambiente sempre più depresso...
I tifosi hanno contestato la squadra per tutto il match e nel post-gara sono
andati anche oltre: un gruppo di ultrà, infatti, ha fermato il taxi dove
viaggiavano Mannini e Pazzini, spintonando il primo e insultando il secondo.
Fonte: www.goal.com
18-01-10
Due nuovi annunci di Valentino
e Skydiver nella sezione
Scambio & Cerco
Spal, tifoso cade nel
fossato allo stadio di Terni
Non sarebbero fortunatamente gravi le condizioni del
tifoso della Spal rimasto ferito ieri pomeriggio allo stadio “Liberati” di
Terni dopo essere caduto nel fossato. E’ quanto emerso al termine dei primi accertamenti
medici ai quali è stato sottoposto in ospedale il 30enne.
Secondo le prime notizie giunte dall’ospedale di Terni il tifoso biancazzurro
avrebbe riportato la frattura di un polso e una ferita alla testa in seguito
alla caduta nello spazio che divide la Curva San Martino
dal campo di gioco, nel tentativo di afferrare una maglia lanciata dai
giocatori della Spal verso i tifosi giunti in Umbria, per festeggiare
l’importante vittoria appena conquistata.
Caduta che dalle prime ricostruzioni potrebbe essere stata conseguenza
dell’essersi sporto troppo dalla ringhiera per tentare di prendere la maglia
lanciata dai giocatori spallini.
Subito soccorso, il giovane è stato immediatamente trasportato all’ospedale
di Terni dove è stato ricoverato.
Sul ragazzo comunque sono in corso ulteriori esami medici, come si vuole in
queste situazioni.
Sulla dinamica della caduta sta facendo chiarezza la polizia.
14-01-10
Due nuovi annunci di
Gattinoleone e Giovanni nella sezione
Scambio & Cerco
07-01-10
Per
cominciare AUGURI DI BUON ANNO a tutto il Clan di Tuttiallostadio