<< IRRIDUCIBILI LAZIO
La nostra
avventura ha inizio intorno alla metà degli anni '80 quando l'Italia ultras
attraversava un periodo transitorio, si avvertiva uno strano fermento; un po' in
tutte le curve italiane sorgeranno gruppi minori che tentaranno di recuperare
una " mentalità ultras" tradita da tempo dai gruppi maggiori, quelli storici
nati 10-15 anni prima e che in molti casi sembrano avere esaurito la loro
vitalità iniziale.
IRRIDUCIBILI sarà, tra tutti questi tentativi, senza dubbio quello più riuscito.Il
gruppo fa il suo esordio all'Olimpico il 18 ottobre 1987 primo in uno squallido
Lazio-Padova di serie B (1-1 per la cronaca), e va ad occupare una postazione
celebre il mitico "muretto centrale" occupato, fino ad allora, dai Viking.Vengono
richiamati su quel muretto molte persone che negli anni precedenti si sono
impegnate per la Curva Nord, il gruppo, inizialmente, presenta un colpo d'occhio
particolare: elevata l'età media, pochissimi ragazzi. Il nome è senz'altro
originale, ma in concreto cosa significa? IRRIDUCIBILI esprime la volontà di non
piegarsi a nessun compromesso con le varie componenti che ruotavano e ruotano,
intorno alla S.S. Lazio ed in particolare con le "famigerate" tv private ed i
Lazio Club.
C'è la volontà precisa di riaffermare un tifo ultras spontaneo, senza settarismi
e moralismi, contro l'appiattimento che, secondo molti, gli Eagles Supporters
(idolatrati da tutto l'ambiente Lazio) hanno creato, spaccando la curva in una
sorta di figli e figliastri.
Non a caso verrà scelto il treno come mezzo per le trasferte, in
contrapposizione al "pullman degli Eagles", e proprio i ragazzi che sono soliti
viaggiare in treno sono i primi nuovi acquisti; molti di loro si attaccheranno
in maniera viscerale al gruppo, che ha rappresentato una sorta di rivincita nei
confronti di chi li considerava una specie di "dannati" della Curva Nord,
insomma il tentativo è quello di costruire un gruppo che si ispiri agli anni
'70, richiamando sul muretto coloro che li hanno vissuti e cercando di
conquistare le nuove leve, che rispondono inizialmente con curiosità e poi con
sempre maggiore entusiasmo.
Non c'è ancora il celebre "Mr. Enrich" debutterà di li a poco su un adesivo, il
nostro omino in bombetta che scalcia furioso, tratto da un personaggio
anticonformista del fumetto britannico.
L'inizio non è stato dei più brillanti con il senno del poi possiamo sicuramente
affermare che in pochi riuscirono a percepire cosa stava nascendo realmente,
poco dopo però le cose cominciano a cambiare a prendere una nuova strada ed
arriva il primo spettacolo qualche bandierina di stoffa con degli scacchi
verniciati copra la scritta Irriducibili.
Forse non era un granchè ma per la Curva di quei tempi, abituata
alle coreografie delle grandi occasioni, era abbastanza per darsi di gomito e
guardare verso il nostro settore. "Che cosa faranno oggi gli Irriducibili ?"
questa era la domanda che la Nord si faceva ogni domenica, un segno evidente di
una piacevole abitudine. L'originalità fu il nostro marchio ma alcune volte
abbiamo bruciate le tappe troppo in fretta, cercammo di dare colore alla Curva
per andare al di là del tradizionale bianco celeste, preparammo delle bandierine
multicolor (alcune fosforescenti) …ma forse stavamo esagerando e facemmo
dietrofront.
Quello che va sottolineato è lo striscione di soli 10 metri, a confronto con
quelli lunghissimi in uso ovunque davanti a gruppi fantasma.Nessuna sezione,
nessun gruppo affiliato: Irriducibili è unico e rappresenta tutti coloro che si
mettono sopra il nostro muretto, anche questo ci differenziò dagli Eagles!
Dicevamo prima delle trasferte: 6 dicembre
1987 tutti a Genova tutti in pullman, Irriducibili in treno. Alla stazione di
Genova scendono circa 800 Laziali, la testa del corteo è assunta decisamente da
noi, un nuovo modo di presentarsi ai tifosi avversari tutti uniti compatti in
corteo fino allo stadio.
Con il nuovo anno si va a Brescia: noi in treno gli altri in pullman, diventerà
una costante per molto tempo, adesso tutti i Laziali sanno che dovunque si vada
c'è sempre un treno bianco celeste con Mr. Enrich alla testa pronto a partire.Prima
giornata di ritorno: S. Benedetto del Tronto solita storia, il treno arriva alla
stazione tutti uniti in corteo con lo striscione Irriducibili ben aperto in
testa, cose mai viste! Tutta la giornata sarà caratterizzata da scontri violenti
con la polizia e gli "indigeni" ; ne parleranno diffusamente sia i media locali
e "la Repubblica" nel suo inserto settimanale "il Venerdì" pubblicando una foto
del corteo, un'immagine simbolo di quegli anni, tanto che ancora oggi la sua
riproduzione stile murales campeggia sulle pareti della sede di via Bossi.
Prima ancora de "la Repubblica" tutti gli altri quotidiani si scatenano creando
il nuovo mostro capace di sovvertire l'ordine costituito, i nuovi barbari, "cani
sciolti" e chi più ne ha più ne metta; anche le TV locali si scatenano contro di
noi favorendo trasversalmente gli Eagles Supporters ma la nostra replica non si
fa attendere.
Lazio-Messina comincia la partita alziamo uno striscione: "NON SIAMO CANI
PERCHE' SENZA PADRONI, NON SIAMO SCIOLTI IRRIDUCIBILI CI UNISCE" , un messaggio
che non lascia motivo di replica. Bologna - Lazio, si parte di sabato sera
appuntamento alla stazione Termini, ormai una tappa fissa nelle giornate di
trasferta, siamo in tanti e si arriva come al solito in corteo, una giornata
abbastanza movimentata.
Le trasferte e le partite in casa sono organizzate nei minimi
particolari, ci si riunisce in una bisca del quartiere Monteverde, e proprio in
una di queste riunioni che fa la sua comparsa la prima sciarpa: in lana modello
"popular" tratta rigorosamente dalla tradizione britannica, con una toppa cucita
sul fondo, una novità assoluta che detterà la moda degli anni successivi non
solo della tifoseria laziale.
In Curva c'è sempre qualche screzio con gli Eagles, questione di mentalità, la
tensione sale visto anche il passaggio di alcuni di loro nelle nostre file.
Lazio - Barletta, mettiamo lo striscione al nostro solito posto, occhiate
cattive con i ragazzi degli Eagles, si passa subito dagli sguardi alle vie di
fatto, scoppia la rissa , qualche ferito niente di grave ma interviene la
polizia, la figura di fronte all'intero stadio e pessima ma non fondamentalmente
ce ne freghiamo!
I soliti sciacalli della carta stampata e delle TV private ci danno addosso, ma
noi restiamo compatti come sempre: 100 in casa , 90 in trasferta è la nostra
forza e lo resterà sempre specialmente nei momenti difficili.
Catanzaro - Lazio Monelli pareggia al '92 finisce la partita e salutiamo i
ragazzi con lo striscione in mano, mister Fascetti ci ammira e ci ringrazirà
pubblicamente, uomini di altri tempi! Lazio - Brescia è il nostro momento
prepariamo il primo spettacolo esteso a tutta la Curva, poi Parma con relativa
invasione, arriva il Taranto all'Olimpico ed in uno stadio ancora in costruzione
conquistiamo la serie A festeggiando con qualche salutare bagno nelle fontane
Capitoline con relativo corteo non autorizzato caricato dalla polizia, per la
Lazio questo ed altro. Nell'estate che precede l'inizio del campionato viene
esonerato Mr. Fascetti contestiamo il presidente Calleri e la sua gestione sia
durante il ritiro di Serramazzoni che durante il campionato, nel frattempo
subiamo in pochi giorni 3 schedature da parte della polizia, Milano Napoli da
dove veniamo rispediti a Roma senza poter vedere la partita, e Italia-Olanda,
dove pur giocando all'Olimpico ci fanno uscire dopo gli Olandesi! Forse c'era lo
zampino di Calleri ? chi lo sa. Intanto arriva qualche buona novità: arrivano i
tamburi a Lazio - Verona , ma avranno vita molto breve, a Lazio - Ascoli esce
"Mr. Enrich" giornale fotocopiato distribuito gratuitamente che diventa punto di
contatto con tutta la Curva.
Per il derby del 15 gennaio decidiamo di tifare insieme agli Eagles nella parte
inferiore della Nord dividendoci i compiti lasciando agli Eagles lo spettacolo
d'ingresso e noi quello del secondo: prepariamo 8 grandi stendardi con il
simbolo della S.S. Lazio ed altrettanti con i monumenti di Roma, ma la polizia
ci ha rovinato tutto creando inspiegabili difficoltà e sequestrandoci gran parte
del materiale, ma qualche stendardo riesce ad entrare (di forza). Segna Di Canio
regalandoci la vittoria.
La gestione del presidente Calleri non mantiene le promesse
estive ed arriviamo al derby di ritorno con la squadra che lotta nella parte
bassa della classifica, insistiamo nuovamente sul concetto di romanità e
proponiamo diversi stendardi con delle frasi tratte dalle poesie di Trilussa ed
uno che diceva "IRRIDUCIBILI è poesia".Nella corsa salvezza ci aspetta la
Juventus a Torino, Calleri offre i pullman gratis per i tifosi ma noi rifiutiamo
e siamo gli unici a pagare! Ci salveremo grazie al pareggio di Ascoli.
1989/90 l'Olimpico si prepara per i Mondiali e disputeremo tutto il campionato
allo Stadio Flaminio noi protestiamo innalzando uno striscione a denuncia di
questo spreco di denaro inutile, ma questo non sarà il solo "regalo" di
Montezemolo & Co., ben presto arriveranno le diffide che limiteranno la libertà
personale di molti di noi, dando potere alla polizia allontanare da qualunque
evento sportivo chi, secondo il loro giudizio, sia pericoloso per l'ordine
pubblico. Il muretto del Flaminio che ci ha ospitato per questo campionato ha
favorito la compattezza del gruppo, arrivano i cappelli in lana che saranno
copiati, come al solito, da molti gruppi. Lazio - Atalanta, precede il derby di
andata, la polizia entra in curva proprio sotto il nostro muretto scoppiano
gravi incidenti con la celere, la stessa cosa accadrà durante il derby di
ritorno.L'aria di quel Roma - Lazio, che ci vede rilegati in uno spicchio di
tribuna, è particolare: esponiamo uno striscione anti - repressione "Dio salvi
gli Ultras". Al ritorno la nostra coreografia è piuttosto significativa:
copriamo la Curva con dei cartoncini per formare una grande bandiera "popular",
sopra 11 bandiere con undici numeri stampati sopra ed uno striscione che diceva
"NON 11 NUMERI MA 11 BANDIERE".
A Lecce ancora diverbi con gli Eagles, Lazio - Verona della domenica successiva
sarà la resa dei conti con sei diffidati tra Irriducibili ed Eagles e qualche
contuso.
L'anno dopo finisce l'esilio del Flaminio e si torna in un'Olimpico orrendo ed
irriconoscibile, tutti si accorgeranno che la Nord è muta, un solo striscione
sulla balaustra "12° in campo? Solo quando lo vogliamo noi! " firmato Eagles ed
Irriducibili, sarà la nostra risposta alle diffide che hanno colpito i due
gruppi e ci seguirà in tutta Italia. Il campionato prosegue senza il nostro
incitamento, ci saranno molte polemiche tra i due gruppi ed il resto della Curva
che vuole incitare la squadra. La Lazio non va bene ed i giornali ci accusano di
scarso attaccamento alla squadra, incredibile!
Il nostro gesto estremo è rivolto a dimostrare a tutto lo stadio che
Irriducibili è amicizia prima di ogni altra cosa, è un qualcosa che va oltre la
Lazio, che tifare non è obbligatorio e non è un lavoro, ci sono altri valori che
devono sovrastare qualsiasi interesse calcistico, decidiamo comunque di limitare
il nostro dissenso ai soli primi 45' per tutto il campionato: nessun'altra
tifoseria ha mai fatto altrettanto.
Rinunciamo
anche alla coreografia del derby esponendo uno striscione che racchiude il
nostro pensiero: "LO SPETTACOLO COLORA LA CURVA, LA SOLIDARIETA' LA RENDE
GRANDE" indimenticabile.
Stagione 95/96
Dopo la vittoriosa contestazione per impedire la partenza di Beppe Signori il
campionato riparte all'insegna del bomber! E' l'anno che ci consacra (se mai se
ne fosse stato bisogno) come la Curva più fantasiosa d'Italia capace di
coreografie mai viste prima in nessuno stadio. Dalle migliaia di guanti
Biancoblu' distribuiti prima di Lazio Juve, all'Ave Lazio di Lazio Milan,
all'immenso gagliardetto di Roma Lazio fino alla spettacolare coreografia del
derby di ritorno, rappresentante l'unica dimensione forse in grado di
contenerci..quella spaziale!
Il campionato ci regala un posto Uefa conquistato grazie ad un gran finale.
Zeman viene confermato.La stagione successiva 1996/97 vede la partenza di Boksic,
Winter e Di Matteo e arrivano Nedved, Protti ed Okon.
Signori diventa Capitano e, dopo una contestazione a Reggio Emilia ed una serie
di risultati negativi, Zeman viene esonerato. Al suo posto torna Zoff che
traghetta la Lazio in zona Uefa.
Il Gruppo ovviamente non dorme sugli allori della stagione precedente,
festeggiamo il 100° gol di Signori esponendo in Curva Nord 100 foto del
Capitano.
Nel derby d'andata i giocatori vengono accolti da un ruggente Mr Enrich che
copre la Curva ed una gigantesca scritta SS LAZIO composta da grossi palloncini
celesti.
Il derby di ritorno non vede coreografie per protesta contro le continue misure
coercitive che colpiscono l'ambiente Ultras…ma solo una scritta "Noi Oltre"!
Il 14 novembre '96 a Napoli in Coppa Italia l'ennesima dimostrazione di
prepotenza da parte della P.S. che attua un controllo capillare dei ragazzi del
pullman quasi fossero dei feroci criminali. Qualcuno viene definito dalla
Polizia come "diffidato" e viene accompagnato in questura per tutta la durata
dell'incontro.
L'estate vede il lungo tormentone Ronaldo ed un ottimo momento nei rapporti
Irriducibili -Presidente.
La stagione 97/98 vede il ritorna di Boksic e l'arrivo di Pancaro, Jugovic e
Mancini.
Cragnotti ed un gruppo d'Irriducibili s'incontrano casualmente al mare ed il
Presidente l'invita sulla sua barca.
E' il decimo anno di vita del gruppo e verrà festeggiato nel migliore dei modi.
La squadra si comporta bene su tutti e tre i fronti: strapazza il Vitoria
Guimaraes a casa sua (4 a 0), ma cosa più importante è l'anno dell'umiliazione
per i dirimpettai della Curva sud.
Nell'arco di un anno giochiamo 4 derby e battiamo la Roma 4 volte su 4, mai
successo, è record per la stracittadina.
La Nord non è da meno e si presenta con 4 coreografie inegualiabili: si comincia
con una gigantesca l'Aquila imperiale con uno striscione che recita "Osare
Credere Spavaldi di essere…",il simbolo della SS Lazio e lo striscione NOBILTA'
ULTRAS DA SEMPRE, il pallone a tutta Curva con l'invito a "rifasse l'occhi"…e
per finire lo striscione "NOI PIU' FORTI DELL'INDIFFERENZA" per protestare
contro le oramai costanti diffide. A Napoli il solito agguato dei tifosi in
uniforme. Dopo una serie di cariche ingiustificate dentro lo stadio ed un
notevole corredo di feriti la polizia napoletana fa fermare il treno speciale
che stava tornando a Roma e, da mezzanotte alle due, colpisce sistematicamente e
violentemente tutti i componenti del convoglio (compresi i ragazzini). Si apre
un inchiesta che ovviamente cadrà nel dimenticatoio…Non si può chiedere
giustizia a chi viene difeso da chi dovrebbe condannare!
Prima di Lazio Juve una grande corona accoglie "Sua Maestà La Lazio", la Juve è
battuta e ci accingiamo a disputare la finale di Coppa Italia contro il Milan.
All'andata a San Siro perdiamo per 1-0 con gol allo siglato a fine gara, sugli
spalti alla fine del primo tempo si scatena una furiosa carica da parte dei
tifosi laziali nei confronti della Polizia.
Due settimane dopo si gioca all'Olimpico LA Nord accoglie i suoi gladiatori con
uno stendardo " Lazio Patria Nostra" contornato da cartoncini tricolore, dopo
una furiosa rimonta e gol allo scadere di Nesta la Lazio vince la sua seconda
Coppa Italia.
In finale di Coppa Uefa a Parigi grandissima prova di civiltà dei tifosi laziali
che ci vale il riconoscimento Fair Play visto anche il gemellaggio che ci lega
ai tifosi interisti.
E' l'anno dell'addio dell'indimenticato Capitano. Il suo esordio
con la maglia Doriana viene accompagnato da una delegazione Irriducibili a
Marassi che espongono lo stendardo con Signori incoronato.
Nell'estate del 1998 arrivano Salas Vieri Conceicao e Mihajlovic. Ad agosto a
Torino vinciamo la Supercoppa in un tripudio di bandiere biancocelesti.
La Lazio è falcidiata dagli infortuni (su tutti Nesta e Vieri) ma nonostante
tutto tiene il campo e non cede! Usciamo dalla Coppa Italia grazie ad un Gol
dell'arbitro ma vinciamo la Coppa delle Coppe e veniamo letteralmente scippati
dello scudetto!
Il gruppo sembra trarre sempre nuove ed intatte energie dai suoi
successi….Apriamo con un Poker Servito al primo derby, proseguiamo con un
commovente ricordo delle vittime del Portuense, arriviamo al secondo derby con
un immenso castello (UN REGNO DA DIFENDERE UN IMPERO DA CONQUISTARE!), passiamo
per lazio Juve con un gigantesca scritta Lazio immersa in un mare bianco, fatta
con i fratini indossati dai tifosi e per finire la bandiera umana creata al
Villa Park!
Il campionato 1999/200 comincia con l'addio del mercenario Vieri
una delle tante squallide figure del mondo del calcio.
Anno intenso questo….A Montecarlo (in Supercoppa europea) uno striscione indica
al presidente chi sia la Lazio…..NOI!
Gli Irriducibili iniziano una battaglia conto l'agenzia Francorosso che detiene
il monopolio dei biglietti per le trasferte europee che ha il suo apoce durante
la presentazione della squadra conto il River Plate ("Noi non siamo pomodori!").
Irriducibili e Lazio Club uniti nel diritto di gridare Forza lazio!…Una riunione
al "Summit" sancisce questo accordo…Gigi Martini viene nominato dalla società
come tramite con noi…A Lazio Torino non si tifa per 15 minuti.
Prima di Udinese Lazio la questione si risolve aprendo finalmente ai tifosi la
possibilità di scegliere il modo in cui seguire la Lazio in Europa.
Lazio Lecce: gli striscioni "UN PRESIDENTE INIMITABILE, UNA TIFOSERIA
INEGUAGLIABILE, UNA SQUADRA IMBATTIBILE..S.S. LAZIO, IL FUTURO CI APPARTIENE!"
sanciscono la definitiva soluzione dei dissidi estivi con la dirigenza (e mai
col Presidente). Nel derby d'andata fa la sua apparizione il logo del
Centenario….mentre nel secondo una Curva tricolore ribadisce chi sia l'unica
depositaria dell'orgoglio italiano!
Arriva finalmente quel 9 Gennaio 2000, un'attesa fatta di
preparativi, notti di lavoro e vacanze natalizie passate a dipingere immensi
teloni per la grande festa dei 100 anni della Lazio creando un vero è proprio
museo allo Stadio Olimpico, con le effigi di Bigiarelli, Piola, Maestrelli,
Chinaglia, Fascetti e Signori e tutti gli altri personaggi che hanno fatto la
storia della nostra grande Lazio. Il campionato prosegue, uno striscione per
Arkan, amico del nostro Mihajlovic morto assassinato in Jugoslavia, scatena
polemiche come sempre orchestrate ad arte dai media e dai politici. Vogliono
interpretarlo come un tributo al comandante serbo che ha partecipato attivamente
agli interminabili conflitti in quelle terre…ma non è così! Risultato:
interpellanze parlamentari, ministri scesi in campo per criminalizzare il mondo
ultras, stadio blindato con carabinieri e polizia che occupano anche i posti
degli abbonati…La situazione è insostenibile e dopo un Lazio Udinese esplode. In
seguito a qualche lancio di bottiglie di plastica vuote i carabinieri caricano i
tifosi in uscita dallo stadio, coinvolgendo anziani e bambini, diversi dei quali
lasceranno l'Olimpico in ambulanza. Il gruppo vigila per ore sulle macchie di
sangue sull'asfalto di fronte alla Nord aspettando l'arrivo dei giornalisti,
nonostante le ripetute minacce di schedatura fatte dalla polizia. I giornalisti
arriveranno, raccoglieranno testimonianze, ma poi riporteranno il solito
comunicato guardie=buoni tifosi= cattivi! Da quel momento la polizia abbandona
gli spalti….segno di coscienza sporca. Andiamo a Firenze per una partita per noi
importantissima per le sorti del campionato.
Un treno speciale parte da Roma, la polizia fa di tutto per cercare di far
partire meno gente possibile, tentativo fallito, partiamo in molti.
Si arriva a Campo di Marte dove ci accoglie uno schieramento di celerini mai
visto che durante il percorso fino allo stadio ci insultano e ci minacciano,
davanti al Franchi scoppiano gravi incidenti tra Laziali e polizia che provocano
diversi feriti.
Nel frattempo un gruppo di 15 giovanotti della vecchia guardia cercano di
incontrarsi con i tifosi viola ma i circa 150 ragazzotti del C.A.V. dopo un
breve corpo a corpo preferiscono la fuga, che delusione!!
La partita si conclude sul 3 a 3 si rientra a Roma e proprio alla stazione la
polizia si vendica non si sa di cosa e ci carica violentemente provocando gravi
feriti.
I soliti pennivendoli della carta stampata copiando una velina della questura
danno la colpa ai tifosi, ma lo sappiamo benissimo che lo schiavo deve sempre
dire si al suo padrone e per questo motivo li perdoniamo!
Le battute conclusive del campionato stanno per riproporci la vergogna dell'anno
precedente…Un gol validissimo viene annullato al Parma e la Juve può continuare
ad avere i due punti di distacco da noi…con una giornata alla fine.
La gente non ci sta, e non gliene frega niente delle chiacchiere.
Il giovedi successivo centinaia di Laziali gridano la loro rabbia di fronte alla
sede della F.I.G.C. con uno striscione "SPAREGGIO O GUERRA!" Un lancio di uova è
il pretesto per la carica da parte della polizia che coinvolge come al solito
degli innocenti (tra i quali un giornalista), Scatta la rivolta: Traffico
bloccato, cassonetti bruciati in mezzo alla strada, lacrimogeni sparati ad
altezza d'uomo che colpiscono alla gamba un rappresentante della Vecchia
Guardia…Dopo circa tre ore torna la calma ma il nostro segnale è chiaro: "Non
provateci!"
Cragnotti si schiera apertamente con i tifosi e condanna la Polizia.
Il Tg5 apre per due volte il telegiornale della sera con gli Irriducibili in
primo piano. La scelta immediata e rabbiosa di bloccare il Giro d'Italia cede il
posto al buon senso e si deciderà per uno striscione di protesta ben visibile a
tutti.
La mattina prima di Lazio Reggina un corteo funebre, organizzato dal Gruppo,
decreta la morte del calcio. Un alluvione a Perugia fornisce in extremis una
sorta di riscatto divino ai nostri colori che vedono arrivare la vittoria del
campionato ben 45 minuti dopo la fine della nostra partita!
Il calcio resta defunto…ma siamo stati più forti di qualunque cosa si sia
frapposta tra noi e la vittoria!
DAL SITO: www.irriducibili.com