<< BOYS ROMA
Il gruppo nasce nel
1972, il fondatore è Antonio Bongi.
L'intento dei Boys è quello di distinguersi dal resto della tifoseria romanista.
Nei primi anni i Boys espongono il loro striscione in curva nord portando il
loro calore ed il loro entusiasmo in tutti gli stadi dove scendeva in campo la
Roma.
Il gruppo nasce dall'impegno di un pugno di ragazzi uniti dall'amore per la Roma
e da ideali politici di estrema destra.
Il nome del gruppo viene preso dai Boys S.A.N. Inter, nati nel 1969 e
meritatamente divenuti un punto di riferimento per tutti i gruppi ultras
d'Italia dell'epoca.
Nel 1977 la fusione.
Boys, Fedayn, Pantere e Fossa dei Lupi si uniscono per dare vita al Commando
Ultrà Curva Sud.
La fusione è dettata dalle necessità del momento, occorre dare una sterzata al
tifo giallorosso ed i Boys sono sempre in prima linea.
Tifo incessante in casa e in trasferta, tutti schierati quando c'è
bisogno,giocatori che adorano la curva,nessun rapporto con la società, odio
crescente da parte delle altre tifoserie.
Questo è stato il vero Commando, quello che ha dato lezioni di tifo al mondo
intero.
I Boys portarono un massiccio apporto agendo sempre attraverso una linea di
condotta dura ed intransigente.
Fino a quando non decisero di riportare il loro striscione allo stadio per il
giorno della finale di Coppa Campioni Roma-Liverpool.
Le tante incomprensioni e le mille diversità li portarono ad uscire
definitivamente dal CUCS ed a tornare il gruppo solitario di sempre.
I Boys dell'epoca volevano essere un gruppo d'azione, un gruppo capace di
affrontare il nemico senza remore e di incutere timore a chiunque.
Gli anni più belli sono quelli del Flaminio e della finale di Coppa Uefa con l'Inter;
durante quel periodo i Boys erano sempre in prima fila a cercare lo scontro ma
difficilmente trovavano qualcuno capace di farli indietreggiare.
Nonostante le tante difficoltà, diffide, repressione da parte delle forze dell'ordine, noi siamo lì sempre al nostro posto a difendere la città e la maglia. Non è stato facile, si sa, ma oggi siamo fieri di essere ancora ammirati e temuti! Non ci siamo mai nascosti e mai lo faremo!!!
Io Paolo Zappavigna, ho 37 anni, frequento la curva da quando ne avevo 13 ed ho sempre fatto parte di questo Gruppo. Molta gente mi avrà visto su Italia1, nel famoso speciale derby "Tutto in un giorno" da noi vinto 5 a 1. Siamo il più vecchio gruppo della Sud: sempre pronti a sostenere la maglia, no ai cori per i giocatori!!! Nella vita o scegli lo stile o scegli l'errore. Noi abbiamo scelto lo stile nel 1972!!!
IL NOSTRO STILE ULTRAS VA OLTRE TUTTO E TUTTI.... ...NOI SEMPRE SCHIERATI MAI OMOLOGATI !!!
Parole di Antonio Bongi
Nel 1972, avevo 14 anni, con l’aiuto di Renato Faitella e Fausto Josa, dirigenti
del Centro Coordinamento Roma Club, fondai i Boys - Le furie giallorosse.
Noi Boys eravamo tutti teen agers, con simpatie di destra.
Stavamo in Curva Nord e avevamo diritto allo striscione e a quattro ingressi a
partita. Si arrivava allo stadio all’apertura dei cancelli, per obbligo perché
dovevamo piazzarci con lo striscione al nostro posto. Ero affascinato dagli
ultras del Toro, che avevano già una cinquantina di striscioni in curva. Li
presi ad esempio. Attaccavamo l’incitamento al fischio d’inizio della partita,
per risparmiare la voce. Avevamo venti tamburi, megafoni, trombe elettriche
alimentate dalle batterie delle automobili, che facevano un chiasso infernale.
Organizzavamo i pullman per le trasferte e ogni tanto veniva la mamma di
qualcuno di noi.. Ricordo i treni giallorossi a 4.500 lire (Roma-Genova-Roma)
biglietto compreso. Curve piene di bandiere per un Roma-LanerossiVicenza 0-0 con
65.000 spettatori; o per Roma-Torino, quando Renato Cappellini segnò un gol dopo
980 minuti scacciando lo spettro della B.
... era un tifo casinista ma pulito, non violento. Da sinistra a destra, così
stavano piazzati gli striscioni sulle sei uscite principali delle due curve:
Aficionados H.H. Viale Somalia, Fedelissimi Viale Marconi, Cinecittà Alberto
Ginulfi in Sud, poi in Nord: Giuliano Taccola Primavalle, R.C. Aurelia e Boys...
A quei tempi i laziali dividevano ancora la Sud con i romanisti. Prima di un
derby dell’11 Marzo 1973 la S.S. Lazio invitò con un comunicato i propri tifosi
a prendere la Sud, in quanto società ospitante. L’anno prima avevano vinto i due
derby, si sentivano forti. Decidemmo di fare una spedizione: alle 11 del mattino
li trovammo sul muretto di Dante, erano pochini. Cominciammo a dargli fastidio
e, aumentando il pubblico, il gruppetto di laziali si trovò isolato. Fra cori e
pernacchi, si trasferirono in blocco verso la rete attaccata alla Tevere, in un
cantuccio. Il derby successivo li ritrovammo alla Nord. Da poco tempo avevo
avuto l’inevitabile impatto con la violenza. I primi scontri mi colpirono molto.
Fu a Torino nel ‘73. Gli ultras granata, notoriamente di sinistra, si
presentarono all’improvviso nella nostra curva, con bastoni e caschi. Ci
rubarono lo striscione, qualcuno di noi prese dei colpi. Strapparono e
bruciarono in Curva Maratona lo striscione del R.C. Giuliano Taccola, forse il
più bello della storia della tifoseria giallo-rossa, ideato da Marcello “il Kid”.
Erano le prime avvisaglie degli anni di piombo, con le diversificazioni
politiche anche negli stadi. In Curva Sud presto spuntarono gruppi di tifo
organizzato simili al nostro. Sul muretto già da tempo c’erano i Guerriglieri
della Sud, di destra. Al lato opposto stavano i Fedayn di Quadraro-Cinecittà,
comunisti; il loro capo era Roberto Rulli, un militante piuttosto noto e un
ragazzo idealista. La Fossa dei Lupi era di Monte Cervialto, guidata da Stefano
Scarciofolo e Vittorio Trenta. Le Brigate Giallorosse provenivano da
Torrespaccata. Il Commandos Lupi era organizzato dai ragazzi di Monteverde. Poi
sorsero le Pantere Giallorosse, i Panthers e altri gruppi minori”.
DAL SITO http://www.boysroma.it